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11 Febbraio 2016

Cancellare Schengen significa tradire l'Europa

L’Europa non può tradire se stessa rinnegando il trattato di Schengen.

Motivo? I confini sono quelli dell’Unione europea, non si può derogare al trattato di Schengen: sarebbe non solo sbagliato, ma soprattutto inutile. E’ questo, in sintesi, il cuore del messaggio lanciato dall’appello sottoscritto da numerosi componenti del Comitato delle Regioni, l’organo di rappresentanza delle Regioni Europee, e approvato dal Comitato stesso. Tra gli estensori e firmatari anche Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna e componente del Comitato delle Regioni. La firma di Saliera, infatti, compare, tra le altre, al fianco di quelle di Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana, Christiana Kalogirou, Presidente della Regione Nord Egeo, Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia, Apostolos Katsifaras, Presidente della Regione Grecia Occidentale, Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, Franco Iacop, Presidente dell'Assemblea legislativa regionale del Friuli Venezia, Stavros Arnaoutakis, Presidente della Regione di Creta, Raül Romeva i Rueda, Regione della Catalogna. “Gli accordi di Schengen – affermano non solo possiedono un’eccezionale valenza storica in un contenente nel quale i confini nazionali hanno a lungo costituito una delle principali causa di guerre. L’abolizione dei controlli alle frontiere interne ha allo stesso tempo apportato enormi e tangibili benefici ai cittadini e alle aziende europee sotto molteplici aspetti, in particolare in termini di mobilità, commercio e sicurezza. E’ deplorevole come nelle scorse settimane molti decisori europei abbiano dato mostra di dimenticare questa ovvia verità”. Per Saliera e gli altri firmatari, infatti, alla base del no alla riduzione delle libertà introdotte dal trattato di Schengen, ci sarebbero non solo motivi umanitari, ma anche economici. Infatti, se da un lato, scrivono i sottoscrittori dell’appello, “La crisi dei migranti che attraversa oggi l’Europa ha certamente acceso un faro su determinate problematiche che sono state per troppo tempo sottostimate. Ma questa crisi è l’esatta prova che i problemi del mondo globalizzato moderno possono essere aggrediti con successo solo con più Europa, e non con meno. E’ assurdo pensare che l’emergenza rifugiati possa attenuarsi chiudendo i confini interni. In questo modo essa peggiorerà ulteriormente”, dall’altro “La libera circolazione dei beni e dei servizi e la mobilità di cittadini e lavoratori permessa da Schengen hanno prodotto guadagni significativi per le economie regionali e locali. Basti pensare all’incremento dei ricavi legati al turismo e al commercio da cui molte comunità locali e regionali, in particolare nelle regioni transfrontaliere, dipendono”. Da qui una presa di posizione netta, destinata a pesare nel dibattito europeo: “E’ per questi motivi – insistono Saliera e gli altri firmatari – che assistiamo con profonda preoccupazione al dibattito che va dipanandosi nelle ultime settimane attorno al futuro della “più importante conquista del progetto europeo”, per usare le parole del commissario europeo all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos. Pur comprendendo che gli Stati membri si trovino in circostanze eccezionali costretti a reintrodurre parziali e temporanei controlli alle frontiere, riteniamo che una sospensione del sistema Schengen per due anni possa produrre contraccolpi di ampie dimensioni sulle economie regionali e locali proprio in un momento in cui molte di loro stanno faticosamente emergendo da una lunga recessione, o in alcuni casi sono ancora alle prese con la crisi. Inoltre, questo scenario rischia di allargare a dismisura la discrezione degli Stati membri nell’applicare o mantenere esenzioni al principio della libera circolazione anche quando il periodo di due anni sia concluso. Peggio: l’ipotesi ventilata da alcuni Capi di Stato di espellere uno o più paesi dall’area Schengen potrebbe avere implicazioni potenzialmente rovinose sul progetto europeo in un’ottica di lungo periodo. Lo stesso rischio si materializzerebbe qualora i paesi Ue decidessero di rimettere mano al Trattato di Schengen in chiave più restrittiva”.

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22 Giugno 2019

Legge contro l'omotransnegatività il 9 luglio calendarizzata in Assemblea legislativa

Salvo diversa decisione della Conferenza dei Capigruppo, la legge contro l'omotransnegatività è calendarizzata al primo punto della seduta dell'Assemblea legislativa del 9 luglio prossimo.

20 Giugno 2019

Le storie di Miriam

“Le storie di Miriam” diventano un libro grazie all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. E sono consultabili in tutte le Biblioteche aderenti all’Istituzione Biblioteche di Bologna. Miriam è Miriam Ridolfi, una raffinata signora sulla settantina che il 2 agosto 1980 era stata da pochi giorni nominata assessore al Comune di Bologna.