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1 Ottobre 2015

L'eccidio di Marzabotto, il dovere del ricordo

"Ricordare l'eccidio di Marzabotto è un dovere civile di tutti noi, Istituzioni e cittadini. Rivolgo al sindaco di Marzabotto, alla cittadinanza tutta, all'Anpi e a tutti quanti in questi decenni hanno lavorato per preservare la nostra storia il più sincero apprezzamento e ringraziamento".

Così, Simonetta Saliera, presidente dell'Assemblea legislativa regionale, ricorda il 71esimo anniversario dell'eccidio di Marzabotto, la strage nazifascista che nell'autunno del 1944 insanguinò il Comune dell'Appenino bolognese, e che domenica prossima 4 ottobre verrà ricordata proprio a Marzabotto con un evento pubblico a cui, a partire dalle ore 11, prenderanno la parola, oltre a Walter Cardi (Presidente del Comitato per le onoranze ai caduti) e il sindaco Romano Franchi, Riccardo Noury, Portavoce nazionale di Amesty Internazional, e Camil Durakovic, sindaco di Srebrenica, e, in rappresentanza dell'Assemblea legislativa regionale sarà presente il consigliere Igor Taruffi. "Dalla storia di Marzabotto arriva una lezione che vale soprattutto oggi, quando valori fondamentali del vivere civile sono messi in discussione da chi pensa che basti la forza del più forte per reggere le sorti dei popoli. Ecco perché è giusto ricordare che la Resistenza diede vita ad una Costituzione che rappresenta la carta fondamentale per la convivenza. Valori che sono ancora ben vivi oggi e che rappresentano un faro sicuro per la travagliata vita non solo del nostro Paese, ma anche di un’Europa che sembra aver smarrito la propria radice fondativa e pare destinata a rivivere le pagine più tragiche della propria storia. E’ un futuro a cui non ci rassegniamo. E, tenendo vivo l’esercizio della memoria, vogliamo evitare ai nostri figli le tragedie già vissute dai nostri padri. Il ricordare ci aiuta a fare i conti con la nostra storia", spiega Saliera, che ricorda come "nel secolo scorso abbiamo visto la brutalità, le coscienze di molti che si sono asservite al totalitarismo, il razzismo la negazione della dignità umana calpestata e umiliata, ma anche la nascita di nuove democrazie. Ma fare i conti ci fa rammentare anche chi non si è rassegnato, chi è emigrato e fuggito dalla guerra, chi ha combattuto con la lotta partigiana la mancanza di umanità degli eserciti tedeschi e mussoliniani. Non tutti i popoli europei lo hanno fatto. Ed oggi, in un’Europa sognata e pensata nelle carceri di regime e come da Altiero Spinelli nel confino di Ventotene, di questa mancanza ce ne accorgiamo amaramente. Ne sono la conferma: la tragedia del terrorismo internazionale, la religione assunta a base giustificante dell’estremismo islamico che non riconosce l’altro, ma soprattutto troppi Stati europei che hanno dimenticato il loro passato ed erigono muri che sono dimostrazione dell’incapacità di capire se stessi e l’enorme fenomeno delle fughe dalla guerra insensata e le bibliche migrazioni che esse generano in popoli ridotti alla fame e alla miseria. E’ un futuro a cui non ci rassegniamo e che combatteremo con tutte le nostre possibilità di accoglienza, di rispetto, di aiuto che fu offerto a molti dei nostri padri".

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17 Giugno 2019

In Assemblea legislativa abbiamo celebrato il 75° anniversario della Repubblica di Montefiorino

“Ringrazio sentitamente la presidente del Parlamento regionale, Simonetta Saliera, per aver creduto nella realizzazione della mostra e per averla ospitata nella sede dell’Assemblea legislativa: tenere viva la memoria storica sia uno dei compiti fondamentali delle Istituzioni”. Con queste parole il sindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini, ha inaugurato questa mattina “1944-2019. La Repubblica di Montefiorino. Un Distretto Partigiano”, la mostra fotografica allestita nei locali dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per celebrare il 75° anniversario della Repubblica di Montefiorino.

12 Giugno 2019

La Repubblica di Montefiorino 75 anni dopo

Tappa fondamentale per la riconquista della libertà, uno tra i primi esempi di democrazia nell’Italia che combatteva per liberarsi dall’oppressione nazifascista.