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6 Settembre 2015

Formazione e conoscenza per non avere paura dei profughi

"L'Emilia-Romagna ha una storia piuttosto lunga di integrazione e di collaborazione tra enti locali e parti sociali per favorire l'integrazione delle persone. E' un'esperienza che dura dai primi anni 90 e che anche io, all'epoca sindaco del mio Comune, ho conosciuto bene. I cittadini stranieri regolari residenti in Emilia-Romagna sono il 13,8%; l 15% degli studenti sono figli di stranieri, la metà dei quali nati in Italia; i lavoratori stranieri in Emilia-Romagna contribuiscono alla fiscalità regionale e al mantenimento in equilibrio delle casse dell'Inps con 1,4 miliardi all'anno".

Così ieri sera, nel corso di un incontro alla Festa provinciale dell'Unità con, tra gli altri, l'onorevole Cecile Kyenge e il viceministro Filippo Bubbico, Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea regionale, è intervenuto sul tema accoglienza profughi e immigrati. "Le Istituzioni, a tutti i livelli partendo dal Governo, devono continuare a costruire le condizioni per accoglienza e integrazione: facendo in modo che chi arriva in Italia impari la lingua, prenda coscienza dei propri diritti e dei propri doveri, delle regole e delle opportunità. Serve - insiste Saliera - creare condizioni per reciproca conoscenza, la conoscenza reciproca fra culture è un modo per superare le paure e le fobie. In questi anni l'Assemblea regionale ha lavorato e continuerà a lavorare perché questo miglioramento nella nostra comunità prosegua: in un momento in cui le scuole sono tutte in condizioni economiche difficili, senza le risorse necessarie e con seri problemi, l'Assemblea regionale è impegnata a sostenerle in questi processi culturali il cui obiettivo è educare, educare alla memoria per non ripetere gli errori del passato: muri, fili spinati, numeri scritti sulle braccia delle persone. Tutte cose che vediamo in questi giorni, ma che nella storia non hanno certo portato bene...".

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Presepe, albero e coro.