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3 Settembre 2015

Inizio dell'anno scolastico in ricordo del "maestro" Alberto Manzi

Venti pannelli per ricordare Alberto Manzi e il suo impegno per una scuola di massa in Italia. In occasione della riapertura dell'anno scolastico e di quello accademico universitario, l'Assemblea regionale dell'Emilia-Romagna, in collaborazione con il Centro Manzi, allestisce una mostra dedicata alla memoria di Alberto Manzi, il "maestro" televisivo di "Non è mai troppo tardi", la trasmissione della Rai in bianco e nero che ha insegnato a leggere e scrivere e ha acculturato un'intera generazione di italiani.

Il taglio del nastro è per martedì 8 settembre alle ore 13 nei locali dell'Assemblea in viale Aldo Moro, quando la Presidente dell'Assemblea Simonetta Saliera inaugurerà la mostra, che resterà visibile al pubblico fino all'8 ottobre. "Fin dai tempi della nascita delle "libere professioni", a cavallo tra il crepuscolo del Medio Evo e la nascita del Rinascimento, essere "maestri" voleva dire prima di tutto "saper tramandare un sapere". Il maestro è colui che sa e sa raccontare, insegnare, agli altri: il vero maestro è colui che riesce ad allargare la base della piramide sociale, facendo in modo che sempre più persone, specie provenienti dalle classi sociali più disagiate e quindi con meno strumenti di accesso al sapere, riescano ad emanciparsi, a liberarsi dal giogo dell'ignoranza e accedere alla forza del sapere", spiega Saliera che ricorda come "in questo mestiere nobile quanto difficile, Alberto Manzi fu davvero un esempio. Alberto Manzi capì, prima di tutti, le potenzialità della televisione di massa: e la utilizzò non per una mera propaganda di se stesso, ma per dare davvero agli italiani quello che fino ad allora era mancato: una lingua comune da tutti conosciuta e quelle nozioni base della conoscenza elementare che un sistema scolastico come quello dell'Italia pre anni'60 aveva privato alla maggior parte della popolazione nazionale, ovvero a quella vasta massa di operai, braccianti, contadini, piccoli artigiani e piccoli commercianti per i quali la fatica del vivere quotidiano e le precarie condizioni economiche erano stati l'ostacolo principale a una cultura di base di massa e davvero nazionale. Lo fece con uno stile semplice, diretto, una pedagogia moderna ed efficace che ancora oggi non ha eguali". La Presidente ricorda come "Si può davvero dire che grazie a Alberto Manzi, intere generazioni di italiani impararono a leggere e a scrivere, ma molti di loro poterono prendere la licenza elementare. E' per questo tributo che ci lega a Manzi, che come Assemblea legislativa regionale abbiamo deciso di riproporre, in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico e di quello accademico, la mostra a lui dedicata. Se tanti di quei ragazzi che in questi giorni andranno a scuola senza più la paura "di parlare solo in dialetto", è anche perché molti dei loro nonni hanno incontrato sul video delle prime tv in bianco e nero, la pazienza e la passione di un maestro di prim'ordine. Il maestro Alberto Manzi".

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