Post

2 Luglio 2015

Un monumento a memoria dei caduti sul lavoro

“Si nasce in un mondo che esiste già. Da genitori che vivevano prima di noi. Prendiamo atto di ciò che c’è, fatto spesso di mezze verità e di mezze bugie.

Per questo il dono di un monumento all’intera comunità provinciale e, mi permetto di aggiungere, alle coscienze dell’intera regione, vuol dire mettere un punto sulle necessità di ricordare oggi ed in futuro, uno degli aspetti meno onorevoli e più faticosamente presenti nella narrazione dei rapporti produttivi nell’ambito dell’ambiente di lavoro”. Così Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna, commenta l’inaugurazione del “Monumento alle Vittime degli incidenti sul lavoro” che si terrà sanato prossimo a Modena. “Questo monumento ricorda che negli opifici, nei cantieri, nei campi, negli uffici si poteva morire o rimanere inabili permanenti e ciò succede purtroppo ancora adesso”, sottolinea Saliera che si augura che “le nuove generazioni, le associazioni, i sindacati, la cultura mediatica continuino a tenere vivo il ricordo di ciò che è successo ed ad agire in modo che non si dimentichi mai il grave problema della sicurezza e della salute con ricadute pesanti sulla vita dei singoli e delle loro famiglie”. L’iniziativa di realizzare un monumento in memoria dei caduti sul lavoro nasce nel 2009 per volontà del Consiglio territoriale ANMIL Onlus di Modena che ne ha affidato la realizzazione allo Scultore Cav. Romano Buffagni, già autore di prestigiose opere in Italia e all’estero. Sabato prossimo l’inaugurazione ufficiale a partire dalle ore 9 nel salone della Chiesa del Gesù Redentore in Viale Leonardo da Vinci con la partecipazione di autorità locali e regionali. La cerimonia, poi, proseguirà con la scopertura e la benedizione del Monumento e la deposizione di una corona d’alloro in onore e memoria di tutti le vittime degli indicenti sul lavoro.

Post

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.

17 Gennaio 2020

ArteFiera-ArtCity 2020 con le opere di Pompilio Mandelli

Grande successo per il taglio del nastro di "Dalla figurazione all'ultimo naturalismo", la personale di Pompilio Mandelli curata da Sandro Malossini e allestita nei locali dell'Assemblea legislativa regionale in occasione di ArteCity-ArteFiera.