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29 Giugno 2019

La storia degli scalpellini di Montovolo diventa un libro

La loro storia è quella della nostra terra.

Viene da lontano e racconta di come con le nude mani e la forza delle braccia massi di pietra informe sono diventate opere d’arte di vita quotidiana. Colpo di scalpello dopo colpo di scalpello la massa informe delle montagne dell’Appennino bolognese è diventata mattoni per case, archi di abbellimento di palazzi nobiliari, fontane e immagini votive che parlano di una spiritualità popolare, sincere quanto antica. La storia degli scalpellini bolognesi rivive in “Storie di pietre e di scalpellini nel Bolognese”, volume di Alfredo Marchi realizzato dal Gruppo di Studi Alta Valle del Reno e dall’Associazione Fulvio Ciancabilla con il patrocinio non oneroso dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. “Maestro vuol dire insegnare e trasmettere conoscenze e valori. Così anche il duro lavoro dello scalpellino si fa arte: questo volume vuole dare il giusto riconoscimento a tutti coloro che con il sudore della fatica e l’uso della conoscenza hanno dato lustro alla nostra terra e quegli appassionati e alle loro associazioni che oggi le raccontano e ne fanno rivivere la storia e la dignità”, scrive nell’introduzione al volume Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Il volume curato da Marchi racconta dell’esperienza degli scalpellini di Montovolo, di come fa ogni sasso a diventare pietra ben squadrata in grado di legarsi l’una alle altre anche in assenza di malte e cementi. “Storie di pietre e di scalpellini nel Bolognese” raccoglie testimonianze di una vita di tante persone che nelle cave ci sono nate e cresciute. Di chi ha fatto della fatica quotidiana una missione di vita. Il volume verrà presentato il 6 luglio prossimo alle ore 9,30 a Scola (Grizzana Morandi) alla presenza dell'autore e, tra gli altri, della Presidente dell'Assemblea legislativa Saliera.

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22 Ottobre 2021

Cordoglio per la scomparsa di Don Luciano

“La scomparsa di Don Luciano, già parroco di Pianoro Vecchia e Livergnano, è motivo di dolore e di forte dispiacere. Ai suoi famigliari, alla Chiesa di Bologna e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato il suo impegno di sacerdote vanno le mie più sentite condoglianze. Ci conoscevamo bene, amava ed era un gran conoscitore di musica in particolare d'organo e aveva una innata curiosità di conoscere il mondo in profondità tanto da studiare diverse lingue come il russo proprio per capire a fondo le persone, la loro vita e le loro profondità. Le nostre zuppette alle 23 di sera erano farcite di musica, pittura antica e racconti di vite nei diversi mondi”.

12 Ottobre 2021

Cordoglio per la scomparsa di Sante Tura

"Scienziato di grande livello, medico di stimato valore. Con Sante Tura scompare uno dei bolognesi più illustri, capace di essere appassionato pioniere nel campo della ricerca".