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29 Giugno 2019

La storia degli scalpellini di Montovolo diventa un libro

La loro storia è quella della nostra terra.

Viene da lontano e racconta di come con le nude mani e la forza delle braccia massi di pietra informe sono diventate opere d’arte di vita quotidiana. Colpo di scalpello dopo colpo di scalpello la massa informe delle montagne dell’Appennino bolognese è diventata mattoni per case, archi di abbellimento di palazzi nobiliari, fontane e immagini votive che parlano di una spiritualità popolare, sincere quanto antica. La storia degli scalpellini bolognesi rivive in “Storie di pietre e di scalpellini nel Bolognese”, volume di Alfredo Marchi realizzato dal Gruppo di Studi Alta Valle del Reno e dall’Associazione Fulvio Ciancabilla con il patrocinio non oneroso dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. “Maestro vuol dire insegnare e trasmettere conoscenze e valori. Così anche il duro lavoro dello scalpellino si fa arte: questo volume vuole dare il giusto riconoscimento a tutti coloro che con il sudore della fatica e l’uso della conoscenza hanno dato lustro alla nostra terra e quegli appassionati e alle loro associazioni che oggi le raccontano e ne fanno rivivere la storia e la dignità”, scrive nell’introduzione al volume Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Il volume curato da Marchi racconta dell’esperienza degli scalpellini di Montovolo, di come fa ogni sasso a diventare pietra ben squadrata in grado di legarsi l’una alle altre anche in assenza di malte e cementi. “Storie di pietre e di scalpellini nel Bolognese” raccoglie testimonianze di una vita di tante persone che nelle cave ci sono nate e cresciute. Di chi ha fatto della fatica quotidiana una missione di vita. Il volume verrà presentato il 6 luglio prossimo alle ore 9,30 a Scola (Grizzana Morandi) alla presenza dell'autore e, tra gli altri, della Presidente dell'Assemblea legislativa Saliera.

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23 Agosto 2019

11 settembre di pace, Daoud Nassar racconta la sua storia

Può una fattoria coltivare la pace? Può un uomo che insegna a non odiare difendersi e superare le difficoltà? Può un uomo che vive nella terra più martoriata dai conflitti parlare di comprensione tra i popoli? Sembra utopia, ma la vita di Daoud Nassar dimostra che tutto questo è possibile: primo non sentirsi vittime, secondo non odiare i propri oppressori, terzo essere costruttore di pace.

22 Agosto 2019

Legambiente premia i vini bolognesi

I vini bolognesi conquistano la Festa di Legambiente. Nel corso della XXXI edizione di FestAmbiente, la tradizionale kermesse organizzata dalla più importante associazione ambientalista italiana, che si è svolto a Grosseto nel cuore dell'estate due aziende vinicole bolognesi hanno conquistato il podio iridato: si tratta della Tenuta Santa Cecilia di San Lazzaro di Savena che è stata premiata per il suo "pignoletto frizzante", e l'Azienda Tomisa sempre di San Lazzaro di Savena, premiata per il suo Barbera Emilia.