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9 Aprile 2019

Mario Nanni protagonista della mostra dell'Assemblea legislativa sulla Liberazione

Colori forti, senso della tragedia e del dolore. Un monito a un Paese, l’Italia di oggi, che sembra dimenticare troppo spesso l’orrore della Seconda Guerra Mondiale e dell’occupazione nazifascista.

“I martiri di Casalecchio”, opera di Mario Nanni, monzunese doc, pittore quasi centenario e ultimo partigiano in vita della Brigata Stella Rossa, saranno uno deipezzi forti de “Resistenza: la voce dell’arte”, mostra d’arte allestita nei propri locali dall’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna in occasione dei festeggiamenti del 74° anniversario della Liberazione. L’esposizione artistica sarà inaugurata, alla presenza degli autori, venerdì 19 aprile prossimo alle ore 18 da Simonetta Saliera, Presidente del Parlamento regionale, e da Anna Cocchi, Presidente dell’Anpi Bologna. “Resistenza: la voce dell’arte” raccoglie oltre 60 opere di autori del calibro di Aldo Borgonzoni, Maurizio Bottarelli, Leone Pancaldi, Renato Guttuso, Sebastian Matta e tanti altri che nel corso della storia repubblicana hanno impiegato la loro arte al servizio dei valori della Costituzione e della Liberazione. In questo parterre de rois un posto d’onore va a Mario Nanni con una sezione speciale intitolata non a caso “Omaggio a Mario Nanni”. “E’ un modo per ringraziare e rendere il dovuto tributo a una persona che ha lottato per la libertà del nostro Paese, che si è sacrificato per il nostro avvenire e che non ha mai dimenticato i valori della sua gioventù rimanendo coerente come dimostra l’alto valore civile delle sue opere”, spiega Saliera.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.