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9 Aprile 2019

Mario Nanni protagonista della mostra dell'Assemblea legislativa sulla Liberazione

Colori forti, senso della tragedia e del dolore. Un monito a un Paese, l’Italia di oggi, che sembra dimenticare troppo spesso l’orrore della Seconda Guerra Mondiale e dell’occupazione nazifascista.

“I martiri di Casalecchio”, opera di Mario Nanni, monzunese doc, pittore quasi centenario e ultimo partigiano in vita della Brigata Stella Rossa, saranno uno deipezzi forti de “Resistenza: la voce dell’arte”, mostra d’arte allestita nei propri locali dall’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna in occasione dei festeggiamenti del 74° anniversario della Liberazione. L’esposizione artistica sarà inaugurata, alla presenza degli autori, venerdì 19 aprile prossimo alle ore 18 da Simonetta Saliera, Presidente del Parlamento regionale, e da Anna Cocchi, Presidente dell’Anpi Bologna. “Resistenza: la voce dell’arte” raccoglie oltre 60 opere di autori del calibro di Aldo Borgonzoni, Maurizio Bottarelli, Leone Pancaldi, Renato Guttuso, Sebastian Matta e tanti altri che nel corso della storia repubblicana hanno impiegato la loro arte al servizio dei valori della Costituzione e della Liberazione. In questo parterre de rois un posto d’onore va a Mario Nanni con una sezione speciale intitolata non a caso “Omaggio a Mario Nanni”. “E’ un modo per ringraziare e rendere il dovuto tributo a una persona che ha lottato per la libertà del nostro Paese, che si è sacrificato per il nostro avvenire e che non ha mai dimenticato i valori della sua gioventù rimanendo coerente come dimostra l’alto valore civile delle sue opere”, spiega Saliera.

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18 Luglio 2019

Trentin e Papignani, due sindacalisti di razza

“Ciao Bruno. Voglio rivolgere un doloroso ed affettuoso pensiero al compagno Bruno Papignani, caro amico, sindacalista e grande contrattualista, scomparso da pochi giorni che ha aiutato con passione ed intelligenza in più occasioni la Regione a risolvere difficili vertenze”.

16 Luglio 2019

Francobolli d'Europa per l'Emilia-Romagna

Olandesi e tedeschi amano il rombo dei motori di Ferrari e Maserati. Giuseppe Verdi, l’immancabile Guglielmo Marconi e il bolognese Giosuè Carducci la fanno da padrona in quelli dell’est (pre e post caduta del Muro di Berlino).