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21 Febbraio 2019

Assemblea&Arte, dicono di noi...

Dal sito "gagarin orbita culturali tutto il meglio in Romagna e a Bologna" LA COLLEZIONE D’ARTE DELL’ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

Molti non sanno che l’Assemblea legislativa, la cui sede si trova nel Palazzo della Regione dell’Emilia Romagna al civico 50 di Via Aldo Moro, custodisce nei suoi spazi una cospicua collezione d’arte contemporanea, frutto delle donazioni avvenute nel corso degli anni da parte di artisti del territorio. L’avventura ebbe inizio quando alcuni artisti decisero di regalare all’Istituzione appena nata alcune loro opere ed ha poi proseguito più recentemente con l’acquisizione di 25 lavori nel 2017 ed altri 16 selezionati nel corso del 2018 e presentati in occasione della 43esima edizione di Arte Fiera. Una collezione originariamente nata senza un progetto strutturato, affidata al singolo uomo politico per affinità o necessità d’arredo, si è in corso d’opera mossa affinché non fosse più la casualità la sua cifra distintiva ma, come scrive nella introduzione al catalogo delle Collezione, il curatore Sandro Malossini ”mirando all’idea di una creazione di un’arte del territorio, di rappresentazione, di biglietto da visita della creatività e professionalità che si sono formate e cresciute in Regione”. Un corpus di lavori voluti fortemente dalla Presidentessa dell’Assemblea Simonetta Saliera, da sempre sensibile a coniugare politica, cultura ed impegno civile, come dimostra il fitto calendario di visite guidate alla Collezione attuato in collaborazione con il Dipartimento educativo del Mambo (Non solo leggi. Percorsi educativi d’Arte in Assemblea legislativa, ovvero percorsi gratuiti rivolti alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado). La raccolta raggruppa opere che partono dagli anni ‘70 ai giorni nostri e spazia tra pittura e scultura con esiti informali, figurativi, pop e concettuali. Si comincia con lavori che hanno fondato il primo nucleo della collezione: Aldo Borgonzoni ed il suo imponente mosaico, gli altorilievi di Angelo Biancini, i cartoni preparatori dell’affresco intitolato alla strage di Marzabotto di Ilario Rossi, alcuni pezzi del ceramista e scultore Carlo Zauli, un olio su tela che ritrae un campo di Papaveri di Carlo Mattioli ed Ali, un bronzo di Quinto Ghermandi. Queste opere vanno ad accostarsi alle donazioni del 2016 ed a quelle più recenti del 2018 . Per quanto concerne queste ultime, ecco dunque Tasmania di Maurizio Bottarelli, un paesaggio che diventa astratta mappatura interiore, l’olio di Luciano Bertacchini, lirico e suggestivo Paesaggio velato da una sottile malinconia, Riccardo Camoni con un surreale quadro Senza Titolo, Piero Copertini presente con una serigrafia con echi pop dal titolo Missile, Ubaldo Della Volpe con un’elegante tela Senza titolo, Alfonso Frasnedi con Fuoco antico al centro del mio verde dove il colore si espande in tutta la sua potenza espressiva per fondersi con il segno, Dario Fo in veste d’artista con Einstein Siamo nati da una catastrofe dove figure contorte occupano l’intera superficie della tavola. Proseguendo: Gianfranco Goberti con Poltrona blu (soggetto privilegiato nei suoi quadri insieme allo specchio), Carlo Mastronardi con Case in collina in cui, attraverso un naturalismo informale, l’artista si sofferma sul paesaggio che diventa anche una geografia dell’anima, Antonio Mazzotti con Cagnolino nel bosco dove la geometria diventa centrale, Bruno Pulga con Paesaggio la cui pittura rientra, secondo l’Arcangeli, nel filone dell’Ultimo Naturalismo, Enzo Tinarelli con Piste d’approccio dove spicca un vivace dinamismo espressivo-cromatico. Tra le nuove acquisizioni relativamente alla scultura troviamo Senza titolo di Silvano Chinni, un corpo struttura (facente parte di una ricerca intrapresa alla fine degli anni ’80 in cui prevale una componente operativa di sintesi e rigore) che rappresenta un corpo acefalo, forse il corpo dell’arte o forse l’androgino archetipo della coincidentia oppositorum, dove vengono a fondersi maschile e femminile, animus e anima, yin e yang; e ancora Marco Fornaciari con una terracotta di grande realismo, La guerra, Sergio Monari con la scultura ipermanierista In favore del vento, Carlo Santachiara con Pantomima al muro delicato e fluttuante bronzo, Sergio Zanni con Metamorfosi, misteriosa terracotta in cui si materializzano personaggi surreali. La collezione d’arte dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna sarà visitabile sino al 3 marzo, per poi lasciare spazio a mostre monografiche (organizzate ciclicamente con focus sui singoli artisti per approfondirne la poetica), e quindi essere riallestita e messa a disposizione dei cittadini per una memoria condivisa che possa lasciare traccia. Adriano Avanzolini, Luciano Bertacchini, Angelo Biancini, Aldo Borgonzoni , Maurizio Bottarelli, Riccardo Camoni, Mirta Carroli, Walter Cascio, Silvano Chinni, Paolo G. Conti, Piero Copertini, Bruno De Angelis, Daniele Degli Angeli, Ubaldo della Volpe, Franco Filippi, Dario Fo, Marco Fornaciari, Alfonso Frasnedi, Fuck Aliens , Quinto Ghermandi, Gianfranco Goberti, Tatsunori Kano, Giacomo Manzù, Anacleto Margotti, Vittorio Mascalchi, Carlo Mastronardi, Carlo Mattioli, Mauro Mazzali, Antonio Mazzotti, Nanni Menetti, Sergio Monari , Enrico Mulazzani, Mario Nanni, Maurizio Osti, Roberto Pagnani, Leone Pancaldi, Marco Pellizzola, Bruno Pulga, Gian Paolo Roffi, Ilario Rossi, Carlo Santachiara, Ivo Sassi, Vincenzo Satta, Enzo Tinarelli, Fabio Torre, Antonio Violetta, Sergio Zanni, Carlo Zauli, Giorgio Zucchini. https://www.gagarin-magazine.it/2019/02/arte/la-collezione-darte-dellassemblea-legislativa-della-regione-emilia-romagna/

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23 Agosto 2019

11 settembre di pace, Daoud Nassar racconta la sua storia

Può una fattoria coltivare la pace? Può un uomo che insegna a non odiare difendersi e superare le difficoltà? Può un uomo che vive nella terra più martoriata dai conflitti parlare di comprensione tra i popoli? Sembra utopia, ma la vita di Daoud Nassar dimostra che tutto questo è possibile: primo non sentirsi vittime, secondo non odiare i propri oppressori, terzo essere costruttore di pace.

22 Agosto 2019

Legambiente premia i vini bolognesi

I vini bolognesi conquistano la Festa di Legambiente. Nel corso della XXXI edizione di FestAmbiente, la tradizionale kermesse organizzata dalla più importante associazione ambientalista italiana, che si è svolto a Grosseto nel cuore dell'estate due aziende vinicole bolognesi hanno conquistato il podio iridato: si tratta della Tenuta Santa Cecilia di San Lazzaro di Savena che è stata premiata per il suo "pignoletto frizzante", e l'Azienda Tomisa sempre di San Lazzaro di Savena, premiata per il suo Barbera Emilia.