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19 Febbraio 2019

La "Mappa tessile" arriva in Assemblea legislativa

Durante i mesi della lotta partigiana le donne furono protagoniste anche nell’attività di “stampa clandestina”: ciclostile, volantini che invitavano allo sciopero generale e alla mobilitazione resistenziale.

Lo fecero rischiando la vita come e più degli uomini pur sapendo i gravi rischi a cui andavano incontro se catturate dai nazifascisti. Il loro impegno civile e politico, il loro sacrificio rivive nella “Mappa tessile”, grande “ricamo alla bolognese realizzato su una tela di lino” realizzato da Francesca Acerbi in occasione di “Segni di Resistenza”, il progetto culturale realizzato a cura di Mili Romano e Gino Gianuizzi, grazie alla collaborazione fra Accademia di Belle Arti e ANPI Bologna. Dopo essere stato esposto in vari luoghi di Bologna, martedì 26 febbraio prossimo, in occasione delle celebrazioni della Festa della Donna, “Mappa tessile” troverà definitivamente casa nei locali dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna: infatti, l’autrice, insieme ad Anpi e Accademia di Belle Arti, ne ha fatto dono alla Presidente del Parlamento regionale Simonetta Saliera affinché sia esposto al pubblico in maniera permanente. “Gentile Presidente Saliera, Le facciamo dono, per il suo impegno sempre al fianco dei diritti riconosciuti dalla Costituzione e nella considerazione del ruolo delle donne e della memoria storica, di questa mappa perché sia esposta al pubblico nei locali dell’Assemblea legislativa regionale in modo da poter essere anche per i più giovani un originale stimolo a non dimenticare”, così scrivono Mili Romano e la Presidente di Anpi Bologna Anna Cocchi. La mappa, cui fa eco una copia come cartellonistica stradale nel parco di Villa Spada a Bologna, rende omaggio a uno degli aspetti dell’impegno femminile durante la Resistenza: l’attività di stampa. Sono indicati, con un quadratino rosso, i luoghi delle tipografie clandestine a Bologna e ricamati i nomi delle donne maggiormente coinvolte nell’opera di redazione e diffusione dei giornali che di frequente si presentavano sotto forma di ciclostilati o dattiloscritti. Questi giornali, oltre a contenere una serie di importanti elementi circa l’agire delle donne nella lotta di liberazione, riflettono la rilevanza che la componente femminile aveva assunto in tale contesto. Essi testimoniano la grande spinta al cambiamento che la Resistenza aveva innescato ma anche la difficoltà di elaborare nuovi ruoli femminili nel segno dell’emancipazione. Molto attivi nel settore della stampa clandestina furono i Gruppi di difesa della donna che promuovevano un modello femminile per il quale le competenze tradizionali delle donne potessero utilmente estendersi anche nell’ambito pubblico. Un’organizzazione, quella delle stamperie, coesa e precaria allo stesso tempo, nascosta all’interno del reticolo cittadino, portata avanti con la consapevolezza di poter essere in ogni momento individuati e costretti a interrompere, mettersi in salvo, cercare nuove sedi sicure. “Nella mappa i materiali utilizzati appartenenti alla cultura tessile richiamano per tradizione il lavoro femminile. La trama larga della tela utilizzata come base del lavoro vuole sottolineare – spiega l’autrice – l’idea di fragilità, di precarietà della situazione in cui erano costrette a lavorare queste donne; per contrasto lo spessore e il calore della lana cardata allude alla forza e alla coesione delle persone all’interno della Resistenza. Il tracciato ricamato con il filo rosso, che include sedici nomi di donne attive a Bologna, unisce i luoghi della stampa clandestina attraverso un segno che ricorda quello del tracciato cardiaco. Per ribadire il primato della vita sulla morte, nonostante tutto, mentre si preparava la liberazione”. L’inaugurazione di “Mappa tessile” è prevista per le ore 13 di martedì 26 febbraio pv nei locali dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna, in viale Aldo Moro, 50.

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