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17 Gennaio 2019

Barbarie sotto le Due Torri

Dopo la promulgazione delle leggi razziali i cittadini italiani di religione ebraica divennero italiani perseguitati in patria.Furono schedati dalle autorità del loro Paese che prepararono la strada ai rastrellamenti, alle deportazioni e allo sterminio.

Poco importava che gli ebrei fossero presenti in Italia ben prima di Giulio Cesare, che la comunità ebraica avesse dato il maggior numero di ufficiali nel Regio Esercito durante la Grande Guerra, che in tutte le Sinagoghe del Regno ogni sabato si pregasse per la salute del Re d’Italia. Bastò un tratto di penna di Vittorio Emanuele III di Savoia perché il razzismo di Benito Mussolini si trasformasse nelle leggi razziali del 1938. La tragedia delle “leggi per la difesa della razza” si abbatté anche sopra Bologna, una città dove la comunità ebraica era inserita, tanto da avere una Sinagoga, da annoverare tra i propri iscritti alcuni dei nomi più illustri dell’Università più antica del mondo, delle categorie produttive e delle libere professioni più in vista della città. In poche settimane anche il capoluogo emiliano si macchiò dell’infamia delle razziali, con le autorità dello Stato che con la loro ossequiosa attività facilitarono poi il lavoro delle SS naziste. La sofferenza della vita quotidiana di queste vittime della “banalità del male” a Bologna rivivono nelle pagine di “Barbarie sotto le Due Torri”, il volume-testimonianza dei devastanti effetti del razzismo nazifascista a Bologna, scritto da Lucio Pardo, già Presidente della Comunità ebraica di Bologna, in collaborazione con l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna con il patrocinio del Comune di Bologna e della Comunità ebraica bolognese. “Le leggi razziali furono la pagina più nefasta della Storia Patria per le tragiche conseguenze che quel provvedimento portò agli italiani”, scrive nella prefazione del volume Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale. “In occasione della Giornata della Memoria 2019, come Assemblea legislativa abbiamo sentito la necessità di collaborare con la comunità ebraica per realizzare una pubblicazione in cui Lucio Pardo intreccia il proprio racconto con una ricostruzione storiografica dei principali fatti di quei drammatici anni: ricordare è un modo per non dimenticare ed evitare il ripetersi di ignobili tragedie”. Un volume scritto di getto in cui Pardo, con uno stile semplice e asciutto, immediato che nulla lascia alla retorica, vuol far parlare i protagonisti del tempo: trovano così voce, tra le tante raccolte, le tragedie di intere famiglie come i Calò e i Saralvo, completamente annientate dalla “soluzione finale”, rivivono i drammi di Mario Finizi, del rabbino Orvieto e della famiglia Sermoneta. Come sempre avviene nelle fasi cruciali della storia, i “grandi fatti” portano con sé i drammi quotidiani dei singoli: intere famiglie ebraiche furono perseguitate per il solo fatto di essere ebrei, le edicole della città si riempirono di giornalini per bambini che dipingevano gli ebrei come nemici, come soggetti di cui diffidare. D’improvviso insegnanti furono licenziati, i loro studenti cacciati dai banchi di scuola. Poi vennero le persecuzioni e le deportazioni: 150 persone di fede ebraica furono deportate da Bologna, 100 delle quali immediatamente assassinati dai nazifascisti. “’Barbarie sotto le Due Torri’ parla di tutto questo: dell’infamia dell’Ovra e dei nazisti da un lato e dall’altro dell’impegno della brava gente che capì e si oppose”, spiega l’autore Lucio Pardo che ringrazia la Presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta Saliera per la sensibilità dimostrata e l’impegno sul tema della memoria. Pardo è molto duro verso il Regime fascista: “Il Duce divenne antisemita solo per opportunismo, dimenticandosi la storia italiana: questo per lui è un’aggravante e non un’attenuante”, spiega l’autore. Il volume sarà presentato lunedì 28 gennaio 2019 alle ore 16 nei locali della Sinagoga di Bologna in via Mario Finzi.

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24 Aprile 2019

Condanna per lo sfregio alla lapide della Bolognina

"Condanniamo nel modo più risoluto e senza appello l'ennesimo grave sfregio ai simboli della lotta di Liberazione e della Resistenza. A Bologna violenze di questo tipo non possono avere né spazi, né tolleranza.

24 Aprile 2019

Buon 25 aprile!

"Se agli italiani fu risparmiata la dissoluzione territoriale del Paese, come in Germania, se fu risparmiato un governo militare straniero come in Giappone, se si poté evitare una lunga guerra civile come in Grecia, se si poté scegliere liberamente con un referendum se essere monarchia o repubblica, e, da subito, votare per partiti diversi, è perché nella lotta partigiana l'Italia si riscattò.