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9 Settembre 2018

Achille Ardigò, dieci anni dopo

"Achille Ardigò ha rappresentato un valore per la nostra società democratica, un uomo di grande livello e umanità che ha saputo, anticipando tematiche e problemi molto attuali, sottolineare l’importanza dell’indipendenza della politica dall’economia e, soprattutto, rimettere al centro la dignità della persona umana, sottraendola alle strette regole del mercato.

Ricordandoci così che i diritti dei deboli non devono mai diventare diritti deboli. La vita di una persona non può mai valere meno di un barile di petrolio’: sono parole sue che l’illustre accademico volle che venissero lette dai famigliari al termine del suo funerale. Sono un testamento morale e politico che per tutti noi, Istituzioni in primo luogo, rappresentano un impegno per il presente e per il futuro". Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna, ricorda così, nel primo decennale della morte, il Professor Achille Ardigò, sociologo e politico che ha segnato, insieme a Guido Fanti e Luigi Pedrazzi, una gran parte della storia della Bologna del secondo dopoguerra. "Cresciuto alla lezione del cristianesimo democratico di Giuseppe Dossetti e aperto al confronto dialettico con la parte più avanzata del pensiero comunista, Ardigò ha sempre saputo analizzare la società mettendo al centro la persona umana, i suoi bisogni e i suoi diritti", spiega Saliera nel messaggio inviato agli organizzatori della giornata di studi su “2008-2018: Achille Ardigò a dieci anni dalla scomparsa”, che si terrà domani nella Sala Tassinari del Comune di Bologna, per ricordare la figura del professor Ardigò.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.