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28 Luglio 2018

"Volti e parole dal 2 agosto", al via la mostra fotografica in Assemblea legislativa

27 foto, 27 telegrammi. Il volto del Presidente Pertini e le parole di tanti cittadini che si strinsero attorno a Bologna. La gestualità del sindaco Renato Zangheri e il grido di dolore di operai, pensionati, insegnanti e perfino carcerati.

La tragedia della strage alla stazione di Bologna rivive in "Volti e parole dal 2 agosto", la mostra fotografica allestita nei locali dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna (viale Aldo Moro, 50 Bologna). La mostra raccoglie alcune foto contenute negli archivi dell'Associazione dei famigliari delle vittime della strage, e alcuni dei telegrammi che da tutto il mondo furono inviati all'allora sindaco di Bologna Renato Zangheri e che ora sono stati raccolti in "Sinfonia di Soccorsi. La solidarietà e il dolore del mondo al sindaco Zangheri", il volume realizzato dal Parlamento di viale Aldo Moro in occasione del 38° anniversario della Strage alla Stazione di Bologna. "Ringraziamo Paolo Bolognesi e l'Associazione dei famigliari per averci concesso di usare questo prezioso materiale. Abbiamo voluto allestire questa mostra non solo per ricordare e far ricordare quanto avvenne il 2 agosto 1980, ma anche come biglietto di benvenuto per accogliere i bolognesi che il 1 agosto sera ci faranno l'onore di venire in Assemblea legislativa per guardare insieme lo spettacolo di Matteo Belli e Cinzia Venturoli 'Sinfonia di Soccorsi' dedicato a quanti furono vicini alla nostra città dopo l'attentato", spiega Simonetta Saliera, Presidente del Parlamento regionale.

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17 Gennaio 2019

Barbarie sotto le Due Torri

Dopo la promulgazione delle leggi razziali i cittadini italiani di religione ebraica divennero italiani perseguitati in patria.Furono schedati dalle autorità del loro Paese che prepararono la strada ai rastrellamenti, alle deportazioni e allo sterminio.

15 Gennaio 2019

Cordoglio per la morte del Sindaco di Danzica

"Con dolore esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia di Pawel Adamowicz, uomo libero ed antifascista, e all'intera città di Danzica di cui per sei mandati è stato stimato ed amato sindaco".