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2 Luglio 2018

I "Grandi Maestri" del Centro Manzi

Nella scuola ci hanno lavorato. Ci hanno creduto. Hanno operato perché la scuola non fosse solo lavagne e gessetti, ma un ascensore sociale che permettesse ai figli della parte più fragile della società di istruirsi e di avere quindi gli stessi diritti dei figli dei più ricchi.

Stiamo parlando di Alberto Manzi, Maria Montessori, Mario Lodi, Danilo Dolci, Margherita Zoebeli, Giuseppina Pizzigon: i nomi più famosi della pedagogia e della scuola del lungo novecento. Eredità che diventano oggi patrimonio comune e diffuso grazie al lavoro dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna. Maestri e maestre del Novecento: sono le biografie, le innovazioni e le intuizioni di chi ha lavorato a scuola, in prima linea, ad essere al centro di un Protocollo d’Intesa per la realizzazione di una rete delle eredità pedagogiche del Novecento italiano”. L’Assemblea legislativa, tramite il proprio Centro Alberto Manzi, si è proposta di costituire una rete di collaborazione con soggetti pubblici e privati che sono portatori dell’eredità pedagogica di maestri e maestre come, appunto, Maria Montessori, Mario Lodi, Danilo Dolci, Margherita Zoebeli, Giuseppina Pizzigoni… per la valorizzazione, la conoscenza e la diffusione dei materiali e delle idee pedagogiche in ambito regionale, nazionale ed internazionale. Il Parlamento di viale Aldo Moro svolgerà il ruolo di “capofila” ed eserciterà la funzione di coordinamento della rete che ha come obiettivo la realizzazione e lo sviluppo congiunto di attività e iniziative allo scopo di sensibilizzare, diffondere e dare continuità al lavoro di ricerca dei grandi maestri e maestre, anche promuovendo e rafforzando i rapporti con il mondo della scuola e dell’Università e con gli altri soggetti che operano nei settori dell’educazione e della formazione “Si tratta di un’attività di grande valore etico e civile: i maestri e le maestre che abbiamo coinvolto sono stati spesso indicati come “maestri della Costituzione” perché il loro agire era ancorato nella Costituzione. Far vivere ai bambini e alle bambine (e alle loro famiglie) una scuola luogo di emancipazione, riscatto, mobilità sociale; una scuola intesa come comunità che chiede a tutti di dare il meglio di sé e che è consapevole che non si fanno parti eguali tra diseguali”, spiega Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna, che ringrazia tutti coloro che hanno firmato l’accordo di collaborazione. Un lungo elenco di realtà che comprende: l’ Opera Nazionale Maria Montessori, Associazione Casa delle Arti e del Gioco, Fondazione Margherita Zoebeli, l’Ente morale Opera Pizzigoni – Istituto Comprensivo Rinnovata Pizzigoni, Associazione Cenci – Casa Laboratorio, Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci, il Comune di Impruneta - Fondo Maria Maltoni, Ludoteca delle Parole per il materiale di Gianfranco Zavalloni, Liceo delle Scienze Umane “Sofonisba Anguissola” per il materiale di Giorgio Scarpa, Comune di Santarcangelo e di Spinea con i materiali di Federico Moroni e Daniela Furlan. A questa importante platea di soggetti si rivolge anche Alessandra Falconi, coordinatrice del Centro Alberto Manzi: "Sono felice che - spiega - un lavoro cominciato due anni fa, in modo collegiale, con i firmatari coinvolti nel convegno nazionale L'eredità pedagogica dei grandi maestri organizzato presso l'Assemblea legislativa, abbia trasformato un'ipotesi di lavoro in un protocollo concreto. All'epoca presentammo un'idea. I più di duecento insegnanti coinvolti ci chiesero di realizzarla".

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6 Agosto 2019

Cordoglio per i morti sul lavoro a Borgo Panigale

"Non si può morire di lavoro. Esprimo le più sentite condoglianze e la più forte vicinanza alle famiglie dei due operai rimasti vittime dell'incidente sul lavoro di Borgo Panigale. Purtroppo dobbiamo registrare un sempre maggior numero di caduti sul lavoro, piaga della nostra società che va contrastata con forza e determinazione".

4 Agosto 2019

L'Assemblea legislativa "salva" i palstici di Kenzo Tange

I "plastici di Tange" trovano casa in Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Viale Aldo Moro "salva" così la storia di Bologna.