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7 Giugno 2018

L'Unione europea sia più presente nelle vicende del Popolo Saharawi

"L'Unione europea sia più presente nelle vicende del Popolo Saharawi, popolo dai diritti negati".

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna porta “la causa del Popolo Saharawi” ai vertici dell’Unione europea e annuncia un convegno internazionale che si terrà proprio nel Parlamento di viale Aldo Moro il prossimo autunno dedicato alle donne della Repubblica Democratica del Saharawi, modello di impegno politico e di vera parità di genere. Diritto alla salute, alla scuola, alla vita. Rispetto degli accordi internazionali e dei diritti umani, e di un futuro nella propria terra. Oggi, Simonetta Saliera, Presidente del Parlamento regionale, è intervenuta a un convegno organizzato dall’Intergruppo di Amicizia con il Popolo Saharawi dell'Europarlamento a Bruxelles, cuore delle Istituzioni comunitarie. Nel suo intervento Saliera ha ribadito l’impegno dell’Emilia-Romagna a fianco del Popolo del Saharawi e sollecitato l’Unione europea a essere più attenta ai temi dei diritti umani nella parte di Sahara occidentale ancora occupata dal Marocco. “Negli ultimi 10 anni l'Assemblea legislativa ha più volte manifestato la sua vicinanza alla causa Saharawi per promuovere iniziative utili a favorire la ripresa dei negoziati diretti, sotto l'egida delle Nazioni Unite, tra Regno del Marocco e Fronte Polisario: è necessario giungere nel più breve tempo possibile a una soluzione che rispetti il diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi, così come delineato nelle risoluzioni dell'Onu”, ha spiegato Saliera durante il convegno europeo anche nella sua veste di Coordinatrice dell’Intergruppo di Amicizia con il Popolo Saharawi dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.