Post

11 Maggio 2018

Un'App racconta la storia della strage alla Stazione di Bologna

Un'App per raccontare la strage del 2 agosto 1980 a chi entrerà nella sala d'attesa della stazione di Bologna dopo 38 anni dal più grave attentato terroristico del secondo dopo guerra italiano che fece 85 morti e 200 feriti: l'hanno realizzata gli studenti dell'istituto Crescenzi Pacinotti di Bologna, nell'ambito di un bando del ministero dell'Istruzione, università e ricerca.

I testi dell'App, in italiano e in inglese, sono stati tradotti da uno studente statunitense, Vincent Brana, che ha partecipato al progetto E.C.Co. (Eastern College Consortium) di Bologna. Nella sala d'attesa della stazione, martedì prossimo, sarà posizionato il "Qr Code" che consentirà la lettura delle informazioni attraverso il proprio telefono cellulare o smartphone. E nella stessa giornata saranno spiegate, nel dettaglio, le caratteristiche della nuova applicazione alla presenza di studenti e docenti dell'istituto Crescenzi-Pacinotti, della vicepresidente dell'Associazione familiari delle vittime della strage, Anna Pizzirani e del responsabile delle stazioni dell'Emilia Romagna di Rfi, Giovanni Gualario. Il progetto ha ottenuto il patrocinio dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna e mette la tecnologia a servizio dell'impegno sociale e civile fornendo un ulteriore strumento per accrescere memoria e conoscenza di quanto avvenuto la mattina del 2 agosto 1980. "Si tratta - spiega Simonetta Saliera, presidente dell'Assemblea legislativa della Regione - di un impegno per tenere viva la memoria di una strage che insanguinò l'Italia e attentò alla democrazia. Noi come istituzione continuiamo a lottare - conclude - perchè si coltivi la memoria di quei giorni: ogni amnesia sottende, infatti, una forte amnistia".

Post

23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.