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13 Aprile 2018

L'identikit dei tutori volontari per minori soli

­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­Donna, di mezza età, poliglotta, laureata e residente in capoluoghi di provincia.

E’ il profilo dei 300 tutori volontari per minori soli che hanno risposta alla “chiamata” da parte dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna alla luce della nuova legge nazionale del 2017 che ha istituito questa nuova figura a sostegno dei ragazzi e delle ragazze sole. L’identikit è stato tracciato da Simonetta Saliera, Presidente del Parlamento regionale, intervenuta oggi al convegno “Minori soli e tutori volontari. Facciamo il punto” organizzato da viale Aldo Moro. Dei 300 tutori emiliano-romagnoli il 73% è donna, e solo il 27% uomo. La maggioranza (l’80%) vive in capoluoghi di provincia con Bologna (43,0%), Ferrara (14,1%) e Parma (12,5%) che hanno il maggior numero di tutori. Abbastanza equilibrata la distribuzione per classi di età risulta più equilibrata il 43,0% dei tutori ha meno di 45 anni, il 49,4% da 46 a 65 anni e il 15,0% dai 25 ai 35 anni d’età. Per quanto riguarda i titoli di studio posseduti, invece, i laureati sono il 62,7% così come il 92,0% conosce almeno una lingua straniera. “I bambini e i ragazzi non possono essere lasciati soli senza relazioni affettive significative e chiare, col rischio che in breve diventino vittime o manovalanza della microcriminalità. Siamo grati a tutti coloro che operano nel senso della giustizia dell’affetto e del riconoscimento di diritti a queste persone con cui il destino è stato avaro e crudele”, spiega Saliera ricordando l’impegno dell’amministrazione regionale sul tema. “La nostra Costituzione riconosce diritti fondamentali alle persone. Con l’attività dei tutori volontari vogliamo rafforzare questa prescrizione della nostra Carta fondamentale. Far finta che un problema non esista, oppure pensare di risolverlo solo come un fenomeno di ordine pubblico invocando pene e restrizioni delle libertà individuali, è il modo migliore perché un problema risolvibile diventi un’emergenza. Con tutto quello che ne consegue in termini di perdita di diritti e di possibilità di una vita serena e giusta”, insiste la Presidente dell’Assemblea intervenendo al convegno al quale hanno preso parte anche la Garante nazionale dell’Infanzia Filomena Albana, la sua omologa emiliano-romagnola Maria Clede Garavini, Giuseppe Spadaro, Presidente del Tribunale dei Minorenni di Bologna, e l’onorevole Sandra Zampa, “madre” della legge nazionale sui minori soli. Scorrendo le statistiche del Ministero del Lavoro e Politiche sociali, si scopre che al 31 dicembre 2017 lungo la via Emilia erano presenti 1.017 minori soli non accompagnati (a fronte dei 18.303 a livello nazionale) di cui 94,6% maschi e 5,4% donne. In questo modo l’Emilia-Romagna, con il 5,6% del totale, si colloca tra le regioni di accoglienza del maggior numero di minori, dopo Sicilia (43,6%), Calabria (7,9%), Lombardia (6,6%) e Lazio (5,7%), con un dato che si è mantenuto stabile negli ultimi due anni rispetto al 2015. ​

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18 Dicembre 2018

Approvato il bilancio dell'Assemblea legislativa

Semaforo verde al bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa per il 2019, con proiezione pluriennale 2019-2021. Alla manovra, che, per il 2019 vale 29,6 milioni di euro, hanno votato si' Pd, Si, Prodi (Misto), Ln, Fdi e Fi, con voto contrario di M5s e Sassi (Misto) e astensione di Facci (Misto-Mns).

15 Dicembre 2018

Le vincitrici del Premio Cassin

Sono Francesca Acerra e Valentina Manca le vincitrici della XVI edizione del Premio René Cassin per tesi di laurea in tema di diritti fondamentali o sviluppo umano promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con KIP International School.