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12 Aprile 2018

Messaggio di saluto all'Associazione Ciechi di Guerra in occasione della loro Assemblea regionale

"Oggi, in una società segnata da problemi e da paure, il vostro coraggio, il vostro senso civico e l’impegno pubblico che avete sempre profuso in questi anni, rappresentano un valore da prendere a modello per le nuove generazioni.

Coltivare la cultura della memoria, ricordarsi da quali tragedie nasce la nostra democrazia è un modo per onorare chi, come voi, l’ha costruita e per vaccinarsi dal ripetersi di violenze e revanscismi che rischiano di mettere a rischio la democrazia stessa. Nel ringraziarVi per il vostro impegno civile e politico, Vi formulo i migliori auguri di buon lavoro per la Vostra Assemblea regionale nella certezza che ci saranno occasioni di reciproca collaborazione". Così Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna, si rivolge, in un messaggio istituzionale, all'Associazione dei Ciechi di Guerra dell'Emilia-Romagna, che, domenica prossima terranno la loro Assemblea regionale nei locali del Circolo Ufficiali in via Marsala a Bologna. Nella lettera di saluto inviata al Presidente dell'Associazione Alfonso Stefanelli, la Presidente Saliera ha parole di elogio per Stefanelli e l'Associazione: "Nelle occasioni in cui abbiamo avuto modo di incontrarci e di partecipare a eventi insieme, ho potuto apprezzare - scrive Saliera - il lavoro Suo e della Sua associazione: una realtà che tiene alto il valore del sacrificio di chi, spesso contro la propria volontà, si trovò gettato nell’atrocità delle guerre. E ne pagò, vittima innocente, in prima persona i prezzi maggiori in termini di sofferenze e di ripercussioni permanenti".

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24 Aprile 2019

Condanna per lo sfregio alla lapide della Bolognina

"Condanniamo nel modo più risoluto e senza appello l'ennesimo grave sfregio ai simboli della lotta di Liberazione e della Resistenza. A Bologna violenze di questo tipo non possono avere né spazi, né tolleranza.

24 Aprile 2019

Buon 25 aprile!

"Se agli italiani fu risparmiata la dissoluzione territoriale del Paese, come in Germania, se fu risparmiato un governo militare straniero come in Giappone, se si poté evitare una lunga guerra civile come in Grecia, se si poté scegliere liberamente con un referendum se essere monarchia o repubblica, e, da subito, votare per partiti diversi, è perché nella lotta partigiana l'Italia si riscattò.