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16 Febbraio 2018

Concorso "Fotografa la tua Scola"

La Scola in un click.

Macchine fotografiche e smartphone in azione per raccontare uno dei più bei borghi italiani, luogo suggestivo dell’Appennino bolognese nel Comune di Grizzana Morandi. “Fotografa la tua Scola” è il concorso fotografico che nasce dalla collaborazione tra l’Associazione La Sculca (che riunisce i residenti e i fan della Scola) e l’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna. Dal 1 marzo al 1 aprile prossimo, ogni fotografo potrà inviare una foto all’indirizzo mail segreteria@borgoscola.net dell’Associazione La Sculca. Le foto saranno esposte dal 1 luglio 2018 al 14 settembre 2018 nei locali del Borgo La Scola nel Comune di Grizzana Morandi in provincia di Bologna. I residenti della Scola e i visitatori che a vario titolo visiteranno il Borgo nel periodo di esposizione delle foto potranno votare quella che meglio racconta lo spirito della Scola. Alla foto vincitrice, alla seconda classificata e alla terza classificata verrà consegnata, in occasione di un evento pubblico da tenersi la terza domenica di settembre, una pergamena-premio realizzata dall’Associazione La Sculca in collaborazione con l’Assemblea Legislativa regionale dell’Emilia-Romagna. “Abbiamo voluto valorizzare, grazie al lavoro di tante persone, uno dei luoghi più belli di Bologna”, spiegano Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e Silvia Rossi, Presidente dell’Associazione culturale Sculca, che ricordano come “il nostro obiettivo è far conoscere sempre di più quello che oltre che un luogo d’arte sta diventando un modello di aggregazione sociale e di impegno civile.”

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.