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10 Febbraio 2018

Inagurata la mostra "Profughi nel silenzio"

Quindici pannelli per raccontare le storie di 400 famiglie, i profughi istriano-dalmati che dal 1954 al 1970 vissero al Villaggio San Marco, a Carpi in provincia di Modena.

Taglio del nastro questa mattina nei locali dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna per la mostra “Profughi del silenzio” che il Parlamento di viale Aldo Moro ha voluto allestire in occasione del Giorno del Ricordo, per commemorare le vittime delle foibe. “Grazie alla collaborazione con la Fondazione Fossoli riusciamo a raccontare le storie di queste persone, storie per troppo tempo colpevolmente dimenticate”, spiega nel suo messaggio di saluto Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa. Presenti al taglio del nastro della mostra, che sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 fino al 28 febbraio, il consigliere regionale ed ex sindaco di Carpi Enrico Campedelli, l’attuale primo cittadino del Comune modenese Alberto Bellelli, Marzia Luppi, direttrice della Fondazione Fossoli, Maria Luisa Molinari, autrice della ricerca da cui è nata la mostra, e Giampaolo Pani, Presidente del Comitato Provinciale di Modena dell’Associazione Nazionale Venezia-Giulia Dalmazia. Luppi e Molinari hanno ripercorso la passione e il lavoro che ha portato a riscoprire e raccontare alcune delle pagine più complesse della storia italiana, come quelle dell’esodo dall’Istria e la Dalmazia, mentre Pani ha ringraziato le Istituzioni e in primo luogo l’Assemblea legislativa per l’allestimento della mostra. “Raccogliere la memoria è raccogliere il vissuto di ognuno di noi: in questi anni, grazie all’istituzione del Giorno del Ricordo e al lavoro di molte persone di buona volontà è stato fatto molto lavoro”, spiega Campedelli a cui fa eco il sindaco Bellelli che sottolinea come “lavorare per il recupero della memoria è il modo con il quale le Istituzioni dimostrano di essere attive”.

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19 Giugno 2018

La Scola si racconta in un libro

Quando l'Italia non più romana, ma mai completamente barbarica era divisa tra bizantini e longobardi, tra i sopravvissuti dell'antico impero dei Cesari e i nuovi reami dei re venuti dal profondo nord, sull'Appennino bolognese c'era un piccolo fiumiciattolo e un minuto agglomerato di case in sasso che segnava il confine fisico tra "Longobardia" e "Romania", tra regno dei barbari longobardi e regno degli eredi degli antichi romani.

19 Giugno 2018

Complimenti ai nuovi eletti al Corecom e al nuovo Difensore civico

"Mi complimento con Carlotta Marù per l’elezione a Difensore civico regionale, con Stefano Cuppi per l’elezione a presidente del Corecom e Stefano Cavedagna e Alfonso Umberto Calabrese componenti dello stesso Corecom. Formulo i migliori auguri di buon lavoro e sono certa che, nel rispetto dei reciproci ruoli, si collaborerà nell’interesse dei cittadini dell’Emilia-Romagna”.