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26 Gennaio 2018

Coop spurie, in Assemblea al via la Commissione di studio

Si terrà venerdì prossimo 2 febbraio alle ore 10,30 la prima seduta della “Commissione speciale di ricerca e di studio sul tema delle cooperative cosiddette spurie o fittizie, al fine di conoscere genesi, diffusione e articolazione del fenomeno e avere indicazioni rispetto agli strumenti da utilizzare per impedirne lo sviluppo, l’attività e l’esistenza”.

Infatti, oggi, la Presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta Saliera, dopo aver acquisito le designazioni dei componenti da parte tutti i Gruppi assembleari, ha, infatti, firmato l’atto di convocazione della prima seduta della nuova Commissione. Venerdì la Commissione neocostituita provvederà ad eleggere al proprio interno il Presidente e due Vicepresidenti. La prima seduta sarà presieduta dal componente anagraficamente più anziano. La Commissione è stata istituita quando lo scorso dicembre l’Assemblea ha deliberato all’unanimità, su richiesta della consigliera del Gruppo Movimento 5 Stelle Giulia Gibertoni, di approfondire il tema delle cosiddette coop spurie prendendo le mosse dalla drammatica situazione della vicenda della Castelfrigo di Modena. Della Commissione fanno parte i seguenti consiglieri regioni indicati dai rispettivi Gruppi Assembleari: Partito Democratico: Mirco Bagnari, Gianni Bessi, Stefano Caliandro, Massimo Iotti, Lia Montalti, Antonio Mumolo, Nadia Rossi, Luca Sabatini, Luciana Serri e Marcella Zappaterra. Lega Nord: Stefano Bargi e Daniele Marchetti Movimento 5 Stelle: Raffaella Sensoli e Giulia Gibertoni Forza Italia: Galeazzo Bignami Sinistra Italiana: Igor Taruffi e Yuri Torri Fratelli d’Italia: Tommaso Foti L’AltraEmilia-Romagna: Piergiovanni Alleva Misto-Mdp: Silvia Prodi

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.