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12 Dicembre 2017

Enel, non bastano i rimborsi a pulirsi la coscienza

"Nell’era del 4.0 è indecente che dopo l’ultima nevicata per 3 giorni molte zone dell’Appennino sono rimaste senza luce, acqua e copertura telefonica a causa della mancata manutenzione alle reti di distribuzione, in particolare a quelle di Enel. Ora, è ancora più indecente come sia bastato un forte vento perché il problema si sia ripresentato nelle stesse zone e nelle stesse modalità. Credo che non basti che Enel si lavi la coscienza con l’eventuale rimborso dell’energia: deve fornire un servizio efficiente ed efficace e all’altezza delle bollette che paghiamo".

Simonetta Saliera commenta così il ripetersi di gravi problemi sull'Appennino bolognese, unendo la propria voce a quella dei sindaci della zona da anni impegnati nel chiedere pari servizi e apri diritti per chi vive in montagna. Per Saliera le responsabilità dei disagi sono molto chiare ed è ora di passare dalle spiegazioni alle soluzioni. "La mancata manutenzione, nel corso degli anni, da parte di Enel dà questi risultati di totale disservizio: è - incalza - sconfortante anche che, quando si chiama per segnalare il problema e avere informazioni, si rimanga al telefono anche per 50 minuti per poi constatare che casca la linea. Al black out elettrico si somma, quindi, la mancanza di operatori per rispondere ai cittadini. Per chi vive in montagna l’energia elettrica significa non solo illuminazione, ma pure acqua, telefono, servizi minimi. Ogni volta che manca cresce l’isolamento e la solitudine di chi vive in Appennino. Proprio come è avvenuto da ieri sera anche nella Val di Zena, Comune di Pianoro, dove siamo stati senza luce da ieri sera, con danni e problemi specie per anziani e persone fragili".

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