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5 Dicembre 2017

Le scuole di Casalecchio addobbano l'albero di Natale della Regione

Saranno i disegni dei bambini delle scuole elementari XXV aprile di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, ad addobbare l'albero di Natale che giovedì prossimo verrà inaugurato nei locali dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna.

"Ringraziamo i bambini e le insegnanti di questa scuola bolognese che, al pari dei loro coetanei e colleghi delle XII Morelli di Cento, hanno accettato di lavorare insieme a noi per un Natale di serenità e di pace, con messaggi di speranza per il novo anno", spiega Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna. L'albero, che sarà illuminato alle 17 di giovedì prossimo, è stato donato dall’Ente di Gestione dei Parchi Emilia Centrale nell’ambito di un intervento di miglioramento forestale pubblico finanziato dal Psr. Con i loro colori delicati, la serenità dell'infanzia e la passione dell'età più giovane, gli studenti hanno realizzato dei cartoncini colorati con disegni e pensieri per il 2018, che saranno usati come addobbi dell'abete natalizio. L'illuminazione dell'albero in viale Aldo Moro avverrà contestualmente all'inaugurazione, sempre alla presenza della Presidente Saliera e sempre giovedì prossimo alle ore 17, del “Presepe Sfolgorante” realizzato dall’artista Giulia Napoleone: un globo di 3 metri di diametro con all’interno le statuine classiche della natività realizzate con dei blocchi di cristallo e che sarà visitabile nei locali del Parlamento regionale fino al 7 gennaio prossimo. Alla cerimonia di inaugurazione parteciperà Sua Eccellenza Monsignor Ernesto Vecchi, Vescovo ausiliare emerito di Bologna.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.