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2 Dicembre 2017

Cooperazione internazionale, stop a ipocrisie

Aiuti economici sottoposti al controllo dell'Unione europea sull'effettivo rispetto dei diritti fondamentali delle persone.

Il Comitato delle Regioni, massimo organismo comunitario delle Regioni d'Europa, "sprona" l'Ue a non limitare a una questione contabile il sostegno agli Stati in via di sviluppo per gestire "in loco" i fenomeni migratori, ma a porre contestualmente a questi governi il fondamentale tema dei diritti dei migranti. E lo fa approvando una proposta di Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna e componente del Cdr, che prende le mosse dalla drammatica situazione dei centri profughi in Libia, dove quotidianamente vengono violati i diritti fondamentali delle persone. "L'emendamento Saliera", la cui approvazione a Bruxelles avviene in un week end bolognese fitto di eventi sul tema (ieri la presentazione del primo master dell'Università di Bologna su diritti e immigrati, oggi quella del piano metropolitano dell'immigrazione prevista al Centro Zonarelli), ha trovato il voto unanime dei delegati europei - sia del Partito Socialista, sia del Partito popolare - nel corso dell'approvazione delle risoluzioni delle Regioni in merito alla programmazione triennale del piano di cooperazione dell'Ue. "Con questo voto, le Regioni d'Europa vogliono una svolta che squarci il velo di ipocrisia che da troppo tempo accompagna il tema della cooperazione internazionale: non possiamo erogare aiuti economici senza che - sottolinea Saliera - venga tutelata la dignità delle persone e la il loro diritto fondamentale alla libertà”.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.