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9 Ottobre 2017

L'Assemblea legislativa regionale e il ricordo delle vittime della Uno Bianca

Lo spettacolo "Uno Bianca: la lunga strage" diventerà un film prodotto dall'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna e sarà diffuso nelle scuole bolognesi per ricordare una delle pagine più oscure della storia di Bologna.

E' questo il contributo che il Parlamento di viale Aldo Moro mette in campo in occasione della commemorazione 2017 delle vittime della banda dei fratelli Savi. "Bologna non dimentica perché sappiamo che ogni amnesia è di per se una sommaria amnistia. La barbarie della Uno Bianca ha lasciato ferite ancora aperte nella nostra comunità: come Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna abbiamo accolto l'invito di Rosanna Zecchi e dell'Associazione dei famigliari delle vittime per collaborare alla buona riuscita della cerimonia del 13 ottobre prossimo", spiega Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea legislativa regionale, che ricorda come "grazie al lavoro dell'Ufficio stampa dell'Assemblea lo spettacolo di Riccardo Marchesini che andrà in scena il 13 ottobre prossimo al Teatro Manzoni verrà integralmente videoregistrato per e poi realizzarne un film che, riprodotto, in 500 Dvd verrà distribuiti nelle nostre scuole per tenere vivo il ricordo e la richiesta di verità e giustizia su una vicenda che ancora segna la vita della città, fa soffrire innocenti e ci richiama ogni giorno ai nostri doveri di amministratori pubblici". L'Assemblea regionale, poi, sarà rappresentata dal consigliere Stefano Caliandro alle cerimonie ufficiali previste per il 13 ottobre prossimo.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.