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1 Giugno 2017

Studenti in Assemblea per il 2 giugno

Emozionati, interessati, curiosi. "History telling" ha conquistato gli studenti del Liceo Copernico di Bologna. Oltre un centinaio di liceali ha, infatti, riempito i locali dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per lo spettacolo “Dalla notte all’alba della democrazia", uno spettacolo teatrale che racconta L’Emilia-Romagna tra guerra, Resistenza e dopoguerra attraverso un racconto di storia, memoria, musica e parole, realizzato e messo in scena da Stefano Garuti, Francesco Grillenzoni e Giovanni Taurasi.

Gli studenti del Copernico hanno potuto rivivere i fatti storici che hanno segnato la nascita della nostra Repubblica di cui, domani, si celebra il 71° anniversario. Dalla dichiarazione di guerra da parte del Duce nel 1940 al Maresciallo Badoglio che annuncia l'armistizio dell'8 settembre 1943 alla proclamazione nel giugno del 1946 della Repubblica: attraverso le registrazioni delle voci originali protagonisti il pubblico ha ripercorso la fine della guerra e della dittatura fascista e la nascita della Repubblica. Il tutto "cucito" dalla voce narrante di Giovanni Taurasi e dalle musiche a tema di Stefano Garuti e Francesco Grillenzoni. "In questo modo l'Assemblea regionale ha voluto rendere omaggio a tutti coloro che hanno lottato e lottano per la nostra democrazia e la Repubblica democratica fondata sul lavoro. E allo stesso tempo trasmettere la coscienza della nostra storia ai nostri giovani", è il messaggio inviato da Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna, agli studenti.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.