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10 Maggio 2017

Memoria premiata in Senato. Un riconoscimento al lavoro dell'Assemblea legislativa

Gli studenti bolognesi conquistano il Senato della Repubblica in nome della memoria delle vittime del terrorismo.

Il Presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso, infatti, ha premiato i ragazzi e le ragazze delle scuole medie di Bologna “Zappa” in occasione della Giornata della Memoria per le vittime del terrorismo come vincitori del concorso "Tracce di memoria". Si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con l’Associazione parenti delle vittime di Ustica, la compagnia del teatro delle Albe e l’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna. In particolare l’Assemblea legislativa, con le competenze professionali del proprio Servizio Comunicazione e Informazione, ha realizzato il film “E’ ora. E’ adesso”, un documentario che testimonia i lavori degli studenti delle Zappa, dai laboratori teatrali allo spettacolo finale. “Quello del Presidente Grasso è un riconoscimento al lavoro di tutti noi e che ci spinge a fare sempre di più e meglio sul delicato e importante terreno dell’esercizio della memoria collettiva”, spiega Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea legislativa regionale, che ricorda come il video sia stato da subito messo a disposizione gratuita di tutti i Comuni e di tutte le biblioteche pubbliche dell'Emilia-Romagna. Il video è visibile sulle pagine del sito dell’Assemblea dedicate alle vittime della strage di Ustica all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=67c-icbE2mA.

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18 Novembre 2019

Il professor Mattei dona la sua "Matilde di Canossa" all'Assemblea legislativa

“La Presidente Simonetta Saliera ha recuperato il legame tra Istituzione e arte: facendo un’attività estetica ha in realtà fatto un’attività etica visto che attraverso arte e cultura ha dato un cuore che batte a un contenitore burocratico e amministrativo come tutti noi pensavamo che fosse la Regione prima di visitare l’Assemblea e le opere in essa esposte”. 

12 Novembre 2019

Un urlo contro il razzismo

“Contro” la cultura dell’odio “iniettato” a piccole dosi, “con piccole siringhe, quasi per non farcene accorgere, quasi per farcelo sembrare giusto” come successo pochi anni fa nell’ex Jugoslavia.