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20 Marzo 2017

21 marzo, domani minuto di silenzio in ricordo delle vittime della mafia

“La criminalità organizzata è come la gramigna che infesta i campi del vivere civile: in questi anni la nostra regione ha preso coscienza di non essere terra immune e che deve lavorare per rafforzare la propria corazza istituzionale per combattere il pensiero mafioso e diffondere la cultura della legalità.

Domani è 21 marzo: dal 1996 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Un impegno a cui anche l’Assemblea legislativa regionale manterrà fede proponendo un minuto di silenzio in apertura dei nostri lavori di Assemblea e dedicato alle vittime della criminalità organizzata”. Così Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna, in occasione della Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. “Nel 2012 l’Emilia-Romagna ha fatto propria questa importante data inserendo la celebrazione odierna in un’apposita legge regionale che prevede come impegnarsi per contrastare le mafie e diffondere la cultura della legalità nel ricordo di coloro che – sottolinea Saliera – sono stati assassinati per il loro impegno contro la mafia, per essere vicini a tutti coloro che quotidianamente portano avanti questa scelta, vi chiedo un minuto di silenzio”.

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18 Novembre 2019

Il professor Mattei dona la sua "Matilde di Canossa" all'Assemblea legislativa

“La Presidente Simonetta Saliera ha recuperato il legame tra Istituzione e arte: facendo un’attività estetica ha in realtà fatto un’attività etica visto che attraverso arte e cultura ha dato un cuore che batte a un contenitore burocratico e amministrativo come tutti noi pensavamo che fosse la Regione prima di visitare l’Assemblea e le opere in essa esposte”. 

12 Novembre 2019

Un urlo contro il razzismo

“Contro” la cultura dell’odio “iniettato” a piccole dosi, “con piccole siringhe, quasi per non farcene accorgere, quasi per farcelo sembrare giusto” come successo pochi anni fa nell’ex Jugoslavia.