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15 Novembre 2016

Sanità e solidarietà, l'Assemblea legislativa in veste internazionale tra Cile e Germania

Un sistema sanitario pubblico internazionale di qualità, un'Unione europea sempre meno burocrazia e sempre più casa dei cittadini e degli enti locali. Giornata internazionale per l'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna e la sua Presidente Simonetta Saliera.

Questa mattina, infatti, il Parlamento di viale Aldo Moro è stato "invaso" da 22 medici cileni in visita in Italia grazie all'attività dell'associazione Cestas e della Regione Emilia-Romagna. Obiettivo: rafforzare lo scambio di conoscenze e di professionalità per offrire cure e qualità del servizio medico a tutta la popolazione. "I sistemi sanitari pubblici universalistici sono una conquista rispetto alla quale non si deve arretrare: sanità pubblica universalistica vuole dire prima di tutto assicurare a tutta la popolazione le stesse cure, anche quelle più specialistiche e all'avanguardia", spiega Saliera nel messaggio di saluto ai medicini cileni. "Occasioni come quelle odierne - è il pensiero della presidente - permettono di aumentare lo scambio di informazioni e di competenze con grande soddisfazione reciproca". Il ruolo delle Regioni nell'Unione europea è, invece, stato al centro dell'incontro tra Saliera e Weinmeister, numero due del Lander tedesco dell'Assia, la regione tedesca con cui l'Emilia-Romagna è gemellata da un quarto di secolo. Nel corso del faccia a faccia Saliera ha ribadito l'importanza di un'Unione europea che, partendo dai livelli amministrativi decentrati, metta al centro il lavoro inteso non solo come giusto reddito, ma anche come dignità e la capacità di saper coniugare sviluppo e giustizia sociale.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.