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15 Ottobre 2016

Auguri all'Aned per il suo congresso

Aned a congresso nel ricordo di Osvaldo Corazza.

Domani, all'Hotel Calzavecchio di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, si terrà il congresso provinciale dell'Aned, l'Associazione nazionale deportati nei campi nazisti. Un appuntamento dedicato al ricordo di Osvaldo Corazza, tra i fondatori dell'Aned e scomparso la scorsa primavera. All'Aned, in occasione del congresso, sono arrivati gli auguri di buon lavoro di Simonetta Saliera, Presidente dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna, che voluto anche ricordare proprio Corazza, definendolo "uno dei migliori esempi di costruttore della nostra democrazia e della nostra Costituzione repubblicana". "Vi esprimo – si legge nel messaggio inviato da Saliera all’Aned - la vicinanza, il sostegno e il ringraziamento dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna: chi dimentica il proprio passato è condannato a riviverne le pagine peggiori, per questo non ci si può arrendere all’oblio e alla rassegnazione”. La Presidente ricorda come “la memoria è una cosa molto importante: ci accompagna sempre e ci vaccina dal ripetere gli stessi errori. E’ importante, dunque, che si lavori, specie sulle giovani generazioni, per tenere vivo, insegnare, rafforzare la coscienza dei cittadini, specie dei ragazzi e delle ragazze delle nuove generazioni. Vi ringraziamo per il vostro lavoro, per il vostro impegno su questo tema che sta molto a cuore anche all’Assemblea legislativa regionale, da anni impegnata su progetti come i “Viaggi della Memoria” che permettono agli studenti delle scuole emilianoromagnoli di visitare e conoscere i luoghi delle tragedie del ‘900”.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.