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23 Settembre 2016

Domenica a Ronchidos per ricordare il sacrificio degli innocenti

“L’eccidio di Ronchidos è una delle pagine drammatiche della nostra storia: in questo giorno, quando il pensiero va a chi non c’è più, noi abbiamo l’obbligo di continuare a coltivare i germogli della memoria perché l’orrore che è avvenuto non trovi mai un oblio in cui rimettere radici”.

Con queste parole Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa regionale, domenica prossima terrà la commemorazione ufficiale dell’Eccidio di Ronchidos, strage nazifascista avvenuta nel settembre 1944 a Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese. “L’Italia democratica e repubblicana e la nostra Costituzione sono nate dalle Resistenza che ha riscattato gli anni della dittatura e della guerra: con i partigiani abbiamo un debito di onore e di sangue che dobbiamo sempre ricordare”, spiega Saliera che nel ricordo di Ronchidos usa parole di elogio per Francesco Berti Arnoaldi Veli, storico comandante della Brigate Giustizia e Libertà che proprio a Gaggio Montano combattè. “All’instancabile e insostituibile amico Francesco Berti Arnoaldi Veli va un abbraccio sincero e di stima: il suo esempio di vita, la sua schiena sempre dritta, la sua dedizione ai valori della Repubblica ogni giorno ci ricorda da che parte bisogna stare nella fatica del vivere quotidiano, nell’essere coerenti con le proprie idee e le proprie radici”, sottolinea Saliera. Le celebrazioni di domenica inizieranno alle ore 10 con una messa nel Santuario di Ronchidos e, dalle 11, al Memoriale Partigiani si terranno i discorsi ufficiali: oltre a Saliera interverranno Maria Elisabetta Tanari, sindaco di Gaggio Montano, e Pier Giorgio Ardenni per i Partigiani di Giustizia e Libertà.

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23 Gennaio 2020

Apertura straordinaria per ArteFiera in Assemblea legislativa

Apertura straordinaria dell'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna per ArteFiera-ArtCity. 

20 Gennaio 2020

Giornata Memoria 2020: "Dopo la barbarie. Il difficile rientro"

Prima la persecuzione, poi la beffa. Prima l’annichilimento nel lager, poi il perdersi nei meandri di una burocrazia che non voleva minimamente affrontare il tema del post Shoah. Tra pratiche perse e finte rassicurazioni di rito. Tra faldoni alla ricerca del giusto ufficio a cui essere assegnati e un Paese che voleva dimenticare, archiviare per tornare al solito tran tran.