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2 Settembre 2016

La pace in Regione

C’è un uomo seduto sul Nettuno di Bologna, appoggiato alla statua dalla quale sventola una bandiera della pace. E poi c’è un sit-in, precursore dei moderni flash-mob, con bici e giovani lanciati a terra lungo via Indipendenza. Un carro armato dipinto con i colori della pace si staglia su uno sfondo grigio fumo in Iraq. Sono solo alcune delle foto di Luciano Nadalini, parte della mostra “Movimenti per la pace” che verrà inaugurata mercoledì 7 settembre in Assemblea legislativa alle 13.

A tagliare il nastro, oltre alla Presidente dell’Assemblea, Simonetta Saliera, ci sarà anche l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi, Yassine Lafram e Daniele De Paz, i due presidenti della comunità islamica ed ebraica di Bologna. La mostra verrà ospitata in viale Aldo Moro 50 fino alla fine di ottobre 2016; un messaggio forte e chiaro da parte di un’istituzione che ha il dovere di proteggere e custodire un diritto, quello alla pace, sancito dalla Costituzione. La presenza dell’arcivescovo e dei due rappresentanti delle comunità religiose non è un caso, come spiega Saliera, visto che “per tutte le religioni, e anche per chi non crede, la pace è un segno di amore e uguaglianza universale. Nel nome di Dio si predica sempre la pace, mai la guerra”. “La paura ci fa erigere muri e ci fa credere di essere nel giusto e invece deforma la realtà”, dichiara al Servizio informazione dell’Assemblea l’arcivescovo Zuppi. “E’ vero il contrario. Se siamo uniti, la pace vince sempre. Se apriamo gli occhi invece di chiuderli, scopriremo che la pace non è ingenuità, ma è possibile, e l’unica via è cercarla e difenderla sempre”. “La pace non è mai frutto di un compromesso,” aggiunge anche Lafram, presidente della comunità islamica. “Tutti i diritti devono essere garantiti sempre, anche per le minoranze. Purtroppo però la pace non cade dal cielo: la facciamo noi uomini, così come noi uomini dichiariamo le guerre. Per questo dobbiamo impegnarci a difenderla”. E le guerre non sono ancora finite, anche se dopo i due conflitti mondiali nutrivamo quest’illusione, riprende la presidente Saliera. “Abbiamo iniziato ad aggiungere aggettivi di fianco alla parola guerra, - guerra intelligente, guerra umanitaria, - per renderla socialmente accettabile. Con tutto quello che ne consegue: fame, morte, distruzioni e migrazioni,” spiega Saliera. “L’antidoto a questa nuova barbarie può essere solo un’educazione alla pace”. Un’educazione che passa anche attraverso questa serie di scatti ad opera del grande fotografo emiliano, protagonista attivo nella storia della città. E le foto, foto “sporche”, che testimoniano un vissuto, parlano chiaro. “La storia di Luciano Nadalini, fotografo e cittadino socialmente impegnato, dice Saliera, “racconta come si possa contribuire, anno dopo anno, a costruire una cultura della pace denunciando gli orrori della guerra. Questa mostra nasce anche come omaggio a tutti i cittadini che non hanno mai rinunciato all’impegno civile e politico per dare anima e corpo all’articolo 11, quello che dice che l’Italia ripudia la guerra”.

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22 Giugno 2019

Legge contro l'omotransnegatività il 9 luglio calendarizzata in Assemblea legislativa

Salvo diversa decisione della Conferenza dei Capigruppo, la legge contro l'omotransnegatività è calendarizzata al primo punto della seduta dell'Assemblea legislativa del 9 luglio prossimo.

20 Giugno 2019

Le storie di Miriam

“Le storie di Miriam” diventano un libro grazie all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. E sono consultabili in tutte le Biblioteche aderenti all’Istituzione Biblioteche di Bologna. Miriam è Miriam Ridolfi, una raffinata signora sulla settantina che il 2 agosto 1980 era stata da pochi giorni nominata assessore al Comune di Bologna.