Interventi

3 Dicembre 2011

Il ricordo di un sindaco

Il ricordo di un sindaco

Fare politica al tempo della crisi – 3 dicembre 2011

Saluto di Simonetta Saliera

Vicepresidente Regione Emilia-Romagna

 

 

 

Buongiorno a tutti voi,

 

                ringrazio Rita Medici Imbeni per avermi invitata oggi qui con voi per partecipare a questo confronto in occasione dell’avvio del Centro di studio e iniziativa politica “Renzo Imbeni”. Già da alcuni anni la nostra società si sta dirigendo verso la barbarie

Dagli iniziali piccoli passi è passata ad una andatura sempre più accelerata. Nello stesso tempo i rapporti di forza mondiali si sono profondamente trasformati creando una turbolenza nelle economie ed una crisi profonda nella vecchia Europa ed in specie nel nostro Paese dove la crisi è particolarmente grave, perché inferta alla nostra cultura e alla nostra civiltà da comportamenti che non creano la qualità della convivenza, ma la oltraggiano. Che cosa si può fare partendo dalla situazione attuale? Che cosa c’è di virtuoso e possibile nelle pratiche reali, così poco confortanti, perché impregnate da prevaricazioni, vessazioni e negazioni dei diritti? Cosa possiamo dire degli eccessi di ricchezze private ottenute anche con l’appropriazione ed il consumo irrefrenabile di risorse riproducibili, concetto che fa a pugni con l’immiserirsi della popolazione e delle strutture pubbliche. Che dire dell’incapacità gestionale e della cattiva e scarsa considerazione delle istituzioni, della tracotanza di ministri del popolo, della corruzione oltre ogni misura, della volgarità del linguaggio televisivo e nella vita pubblica, dell’ipocrisia di quelle iniziative pubbliche fra i cittadini che non possono non vergognarsi davanti ai propri eletti.
Come possiamo uscirne se tutti si sentono non solo autorizzati, ma incoraggiati, alla rissa, all’aggressione ideologica, al dileggio delle regole comuni, al disprezzo delle istituzioni e all’esaltazione dell’individualità prevaricatrice, arraffatrice, insolente e furba? È una situazione difficile, che richiede un soprassalto di dignità politica e di etica democratica. Dignità ed etica che sappia riscattare il senso altro della politica, oggi pesantemente affetta da una malattia di svilimento che potrebbe avere effetti devastanti. Crisi morale, crisi politica, crisi economica, appaiono indissolubilmente intrecciate, creando sfiducia, disperazione e mancanza di prospettive. Ma nel contempo creano ribellione ed indignazione. Creano una forte richiesta di un ritorno ad uno stato che privilegi l’uguaglianza fra i suoi cittadini, l’equità delle sue decisioni, il rispetto della dignità della persona e il comune sforzo per affrontare la crisi economica e politiche capaci di eliminare sprechi e privilegi accrescendo le poche possibilità rimaste di indurre sviluppo e con esso maggiori ricchezze pubbliche. Il nostro partito ha aderito all’invito del presidente della Repubblica con serietà e senso di responsabilità nazionale affinché si potesse insediare al governo del Paese il ministero Monti per affrontare con credibilità internazionale, dirittura morale e competenza professionale la gravissima situazione economica che implica la stessa sopravvivenza dello stato sociale messo in discussione dalle politiche governative del ministero Berlusconi aiutato da quella parte del sistema produttivo che ha abbandonato l’Italia e ha come riferimento le politiche della Fiat e aiutato ancora di più da quella legge elettorale che ci può portare ad un silente autoritarismo.
Ritengo che il Partito Democratico abbia tutte le carte in regola per ridare speranza e fiducia a chi oggi l’ha perduta, per riportare al centro della scena politica l’etica, la valorizzazione delle istituzioni, l’equità sociale, i valori positivi espressi dai vari movimenti  il rafforzamento dei poteri democratici dello Stato per non limitarsi all’emergenza ed avere una visione strategica delle soluzioni. In campo economico (al di là dei provvedimenti determinati dalla contingenza e che comunque sosterremo se indirizzati al principio del “chi più ha più paghi”) penso sia importante riflettere più attentamente sui sistemi internazionali oggi imperanti dove abbiamo una politica di mercato autoritaria contrapposta a una politica di mercato liberista. Citando Hans Kung dovremmo contribuire all’affermarsi della politica di mercato sociale. Riducendo fortemente attraverso l’imposizione fiscale e le regole nei pagamenti l’immensa speculazione finanziaria che oggi domina negli stessi destini dell’umanità. Sul libero mercato sociale e sulla necessità di una radicale riforma del governo europeo ricordando le profetiche parole di Renzo Imbeni che auspicava “un livello europeo di sovranità condivisa pena l’indebolimento dell’Europa, della sua moneta e delle stesse sovranità nazionali”. Per concludere cito fra le diverse politiche regionali attuate in questi anni di crisi negata dal governo, ma ben presente nella Regione e nelle istituzioni locali: il patto per la crescita.
Lo cito perché a fronte di insostenibili tagli sulla finanza locale siamo riusciti ad individuare i settori da incentivare attraverso la discussione e l’accordo fra tutte, e sottolineo tutte, le organizzazioni sindacali, la Confindustria, le altre organizzazioni imprenditoriali e le Autonomie locali, mettendo in moto così non solo nuove relazioni industriali, ma anche riforme istituzionali come la legge di semplificazione e politiche per la disincentivazione al precariato e lo sviluppo dell’occupazione stabile, politiche innovative per il credito alle imprese, welfare sostenibile,e sostegno al trasporto pubblico. Infine, nel ringraziare per la vostra cortesia mi impegno a diffondere la conoscenza del Centro di studio e iniziativa politica “Renzo Imbeni” perché penso che siano molto i militanti che possono trarre ispirazione politica e di comportamenti dalla sua frequentazione.

 

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