Interventi

4 Luglio 2011

Intervista al quotidiano La Repubblica Bologna del 4 luglio 2011

La vicepresidente della Regione Simonetta Saliera: così si riduce il potere d’acquisto delle famiglie

  

“Dal governo una manovra indecente mette le mani in tasca ai cittadini”
 

“Questa manovra è un indecente opportunismo politico. Continuano ad essere falcidiati i bilanci di Regioni e Comuni che così non sono più in grado di dare risposta alla richiesta di servizi. Io non voglio ragionare di aumenti di tasse regionali, ma dobbiamo pensare che i 9,2 miliardi di tagli agli enti locali di questo nuovo decreto si sommano ai tagli dell’ultima finanziaria: per il 2012 significa 390 milioni. Il prossimo bilancio sarà quindi un esercizio molto difficile, cui si aggiungeranno i risparmi sulla sanità”. Simonetta Saliera, assessore regionale al Bilancio, annuncia che passerà il mese d’agosto “china” sul decreto del ministro Giulio Tremonti per pensare a come fare meno danni possibile”: nel mirino welfare, scuola, trasporti. Oltre alla sanità dove si prevedono tagli per 500 milioni.

Assessore Saliera, la Regione e i Comuni non useranno la leva fiscale per far fronte ai tagli?

“Io non voglio ragionare di aumenti di tasse di competenza regionale, ma il problema è che aumenteranno comunque i costi per i cittadini, sotto forma di tariffe dei servizi. L’unico risultato di queste manovre, fatte sempre allo stesso modo, è che con il taglio dei trasferimenti, lo Stato dice agli enti locali: se volete mantenere i servizi che avete, fateli pagare. In questo modo si mettono le mani in tasca direttamente ai cittadini e si riduce il potere d’acquisto, con un effetto perverso”.

Quale?

“Le famiglie, sempre più in difficoltà anche a causa della manovra sulle pensioni che ridurrà ulteriormente il potere d’acquisto, chiederanno maggiori servizi a Comune e Regione. Invece per noi anche mantenere quelli che abbiamo diventa un problema”.

Quali sono gli ambiti più a rischio?

“Oltre alla sanità, il welfare, che è già stato pesantemente penalizzato, i trasporti e la scuola. Anche perché molti tagli sono stati fatti quest’anno. Abbiamo diminuito del 10% gli stipendi dei politici, eliminato pensioni e vitalizi, ridotto le missioni, ma non possiamo sostituirci allo Stato. Soprattutto nel rilancio dell’economia”.

Cosa la spaventa?

“Il fatto che, assurdamente, non si fa nulla che possa innescare la ripresa. Non si tratta di una manovra strutturale, si impoverisce solo il Paese. Almeno le infrastrutture devono rimanere fuori dal patto di stabilità”.

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