Interventi

31 Maggio 2011

Tutte le armi contro le cosche

Tutte le armi contro le cosche
 

31 maggio 2011 – Corriere di Bologna

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna
 

 

Un osservatorio, una banca dati, più formazione per la polizia locale e collaborazione con le forze dell’ordine, le altre istituzioni e la magistratura. Iniziative contro le ecomafie. La Regione che può costituirsi parte civile nei processi per mafia, l’impegno per diffondere la cultura della legalità a partire dalla scuole e da apposite attività ricolte ai dipendenti pubblici. L’Emilia-Romagna è da sempre terra nemica della mafia.  

Lo è perché le istituzioni sanno come collaborare tra loro, come fare da collante con le parti sociali e le associazioni. Ma non bisogna mai abbassare la guardia né nascondere la polvere sotto il tappeto, ma lavorare sempre per mantenere forte e sana la nostra corazza, quella che ci preserva. È per questo che di recente la Regione Emilia-Romagna ha varato una nuova legge regionale in materia di prevenzione alle infiltrazione della criminalità organizzata e di promozione della cultura della legalità, che, tra le altre cose, prevede di istituire nella giornata del 21 marzo di ogni anno la ricorrenza per ricordare le vittime della mafia e coloro che si sono opposti alla criminalità organizzata. Con questa nuova legge, frutto della collaborazione con i territori, le istituzioni, le associazioni e le parti sociali, abbiamo innanzitutto voluto dare un segnale forte del nostro impegno per  contrastare l’infiltrazione e il radicamento della criminalità mafiosa in regione. È un problema che nessuno oggi può trascurare: riguarda lo sviluppo della comunità regionale e delle future generazioni, la possibilità di vivere in un contesto dove le regole sono rispettate, dove l’impunita non è né garantita e meno che mai premiata, dove ci si oppone all’imbarbarimento della comunità. La nuova legge si presenta come una “borsa di attrezzi” da cui attingere per promuovere progetti di prevenzione e di contrasto. Con la legge  si cercherà anche di intervenire sui danni che l’infiltrazione della criminalità mafiosa ha già prodotto nel territorio regionale: sappiamo che per la mafia è ferale essere colpita nel patrimonio e per questo prevediamo il sostegno ai Comuni che hanno in gestione beni confiscati alla mafia, anche attraverso uno sportello che può fornire assistenza e informazioni. La nostra impressione è che i Comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, debbano affrontare da soli un impegno troppo gravoso e che deve esserci una condivisione istituzionale di questo impegno. La possibilità di recuperare ad un uso sociale i beni confiscati è estremamente importante, anche per il messaggio simbolico che si da ai cittadini.

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