Interventi

30 Maggio 2011

“La Regione aumenta la sicurezza dei cittadini”

“La Regione aumenta la sicurezza dei cittadini”

Rubiera - 29 maggio 2011

Inaugurazione della nuova sede della Polizia Locale

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna
 

Buongiorno a tutti, ho accolto con piacere l’invito del sindaco Lorenza Baccarani ad essere qui con voi ad inaugurare la nuova sede della Polizia Locale anche perché la Regione è seriamente impegnata ad incentivare l’accorpamento in Unione dei Comuni, delle diverse funzioni e dei vari servizi.

Da tempo è chiaro che il presidio della sicurezza delle nostre città si basa sul ruolo centrale della vita comunitaria, protagonista in questi ultimi anni di nuove pratiche, fondate su un modello di prevenzione diverso da quello tradizionale, basato quasi esclusivamente sulla repressione.

 

Fare prevenzione non significa concentrarsi esclusivamente sull’attività di polizia, bensì organizzare interventi sul territorio che eliminino o riducano fortemente l’insicurezza delle persone.

 

Servono, quindi, interventi che vadano dal recupero di aree degradate, all’attivazione di politiche di inclusione e prevenzione sociale, da progetti di rassicurazione sociale ad  interventi di raffreddamento dei piccoli conflitti e di capillare controllo del territorio, il tutto in un’ottica indispensabile di coordinamento tra tutti i soggetti che possono giocare un ruolo attivo nel contrasto dei fenomeni di degrado nell’ambito dello spazio urbano.

 

Tutto questo induce a riflettere sul ruolo che possono giocare le polizie dei Comuni, tradizionalmente le più vicine ai cittadini: conoscenza del territorio e regolazione della  vita sociale attraverso una persistente attività tesa ad informare, educare, regolare, - perché no - sanzionare e difendere i più deboli da grandi e piccole prevaricazioni.

 

Per  svolgere meglio questo compito l’attuale organizzazione delle polizie municipali è passata, in questa Regione,  attraverso una trasformazione di grande portata.

 

In poco meno di dieci anni le nostre polizie locali hanno conosciuto uno sviluppo straordinario in termini di assetti organizzativi, dotazioni tecnologiche, opportunità di formazione professionale e accrescimento culturale in genere. Il lavoro è stato tale per cui possono essere indubbiamente incluse tra le meglio organizzate a livello nazionale.

 

L’impegno, quello della Regione e delle Città, ha permesso di cambiare il panorama della polizie municipali sotto due fondamentali aspetti:

 

-          La trasformazione strutturale.

Nell’anno duemila ogni comune poteva contare solo sui propri vigili, determinati secondo un rapporto tendente ad un agente ogni mille abitanti. Dei 348 comuni della nostra regione circa il 60% di essi aveva, come accade anche oggi, meno di 5.000 abitanti ed è quindi facile comprendere come nella stragrande maggioranza dei casi il servizio di polizia municipale fosse assai poco strutturato.

In tutti questi casi  il servizio erogato finiva alle 14. Negli altri comuni, ad esclusione dei capoluoghi di provincia e pochi altri centri di grandi dimensioni, le cose non andavano poi tanto meglio: spesso il servizio terminava anche qui alle 14.

Oggi nella stragrande maggioranza dei comuni è possibile usufruire del servizio dalle 7 alle 19 e in molti più centri del passato si arriva all’una di notte.

A Rubiera, dieci anni fa, il servizio probabilmente era già esteso all’arco diurno: oggi arriva, in alcuni giorni, fino all’una di notte.

 

-          La cultura professionale.

In realtà di piccole dimensioni non c’è il tempo per l’aggiornamento, ma nemmeno per occuparsi di questioni complesse, come quelle che sempre più spesso le polizie locali devono affrontare. Come poteva, dieci anni fa, un agente dare i suggerimenti migliori per evitare un abuso o impedire il degenerare di una lite o una contesa senza la giusta preparazione? Oppure anche soltanto conoscere quali ulteriori organismi coinvolgere per la solzuione dei problemi?

Si pensi, ad esempio, alla sola attività di mediazione dei conflitti: non basta la buona volontà per ristabilire il dialogo tra persone che stanno litigando, servono conoscenze professionali specifiche.

Oggi Rubiera può contare su nuclei specializzati, organizzabili e gestibili solamente lavorando assieme agli altri comuni dell’Unione, capaci di operare anche di fronte ai casi più complessi.

 

La soluzione a questi problemi, unitamente a quello del contenimento dei costi attraverso un’ottimale impiego delle risorse strumentali, ha indotto la Regione a promuovere una politica di aggregazione delle singole polizie municipali in strutture di dimensioni medio grandi attraverso l’accorpamento dei servizi di più comuni.

Nel caso di Rubiera e dell’Unione Tresinaro Secchia, la Regione è intervenuta perché si è scelto di creare un corpo intercomunale di polizia locale, aderendo all’orientamento della Regione improntato alla promozione di forme associative strutturate attraverso corpi unici intercomunali effettivi e non verso forme di collaborazione più o meno sporadiche. Caratteristica fondamentale dei nuovi corpi intercomunali è di avere un unico comandante, una sola centrale operativa, un organigramma strutturato, operatività su tutti i comuni, strumentazioni condivise, gruppi di lavoro specialistici e professionalità specialistiche nelle varie funzioni.

Se da un lato è stata posta attenzione sulle economie di scala e sulle sinergie funzionali, dall’altro si è allargato il rapporto con il cittadino e l’attenzione ai suoi bisogni.

Ad un modello di struttura centralizzata per alcune funzioni è stato promosso l’affiancamento di un robusto decentramento e rafforzamento dei presidi nei Comuni, attraverso la creazione o la ristrutturazione di sedi decentrate efficaci e funzionali in grado di essere pienamente accessibili dalla gente.

La Regione ha creduto a questa impostazione ed ha contribuito con propri fondi a finanziare il progetto che vede qui a Rubiera la realizzazione di un primo intervento che verrà replicato anche nel resto dell’Unione con l’erogazione di 117.000 €.

Non si tratta però di un momento episodico.

Negli anni passati i comuni dell’Unione hanno partecipato ai bandi annuali della Regione per la qualificazione del servizio di polizia locale, presentando numerosi progetti ammessi a finanziamento: nel 2007, 2008, 2009 ed appunto questo del 2010, per complessivi 250.000€ . Se a questo uniamo i 301.000 € stanziati sempre dalla Regione per la costituzione del corpo intercomunale (acquisto di veicoli, strumentazioni informatiche, dotazioni strumentali, centrale operativa, ecc), vediamo come il dinamismo di questo comprensorio ha consentito a Rubiera e agli altri comuni dell’Unione di lavorare in modo intelligente sul fronte della sicurezza della propria comunità.

 

La lungimiranza politica degli amministratori dell’Unione Tresinaro Secchia ha consentito di creare una struttura di polizia municipale che è seconda per numero di agenti solo al capoluogo e che si colloca, a livello regionale, al 17° posto.

È stata una scelta importante e coraggiosa, soprattutto se si considera che è stata fatta da una comunità di quasi 15.000 abitanti in momenti di assoluta ristrettezza finanziaria.

 

Molto pregevole ed innovativa è anche la scelta peculiare, operata qui a Rubiera, di collocare polizia municipale nello stesso edificio in cui ha sede la Stazione Carabinieri.

Si tratta di un modo molto efficace per dare significato concreto alla parola integrazione tra soggetti pubblici, tra organi dello Stato ed Ente locale. Condividere gli stessi spazi comuni, relazionarsi rapidamente di persona varcando una sola porta, sono elementi essenziali per poter integrare nel modo migliore le rispettive attività ed obiettivi.

Scelta pregevole anche perché sede costruita con tecniche ecosostenibili (fotovoltaico e solare) ed informaticamente collegata alle reti telematiche.

Certamente ci sono ancora numerose sfide che si affacciano all’orizzonte sul piano della sicurezza, acuite da una crisi economica che tarda a lasciare spazio a prospettive di crescita e rese più impegnative dai tagli della finanza pubblica che gravano quasi esclusivamente sulle Regioni e sugli enti locali. Ma se le parole d’ordine sono impegno, professionalità, integrazione, è possibile superare ogni ostacolo e traghettare i nostri comuni verso quell’idea di pubblica amministrazione moderna degna di quel Paese che immaginiamo e di quella Regione che abbiamo costruito insieme.

 

 

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