Interventi

24 Febbraio 2011

Il valore del lavoro

Il valore del lavoro

 

24 febbraio 2011 – Saluto a Manifutura

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

 

Buongiorno a tutti voi, sono lieta di portarvi il saluto della Regione in questo festival dell’economia reale. In questi tempi in cui di tutto si ragiona fuorché di politica industriale ed in cui il potere esecutivo e legislativo di tutto si occupa fuorché del rilancio del Paese, è un ollievo vedere qui tanto impegno e tanta partecipazione per definire linee guida capaci di indicare la possibilità di ripresa.

È importante rimarcare la centralità dell’industria come fondamentale motore di sviluppo, benessere e innovazione tecnologica soprattutto nell’era della finanza dilagante, dell’informazione veloce e della conoscenza superficiale. Infinite analisi, infatti, mostrano che la crescita economica non ha basi solide nel lungo periodo se non si fonda anche su concrete capacità produttive, apprendimento e innovazione tecnologica. La nostra regione, insieme a larga parte del Centro Nord Italia, si colloca in quella dorsale industriale che dai Paesi Bassi e dalla Germania arriva fino a noi. Forse è proprio questa collocazione industriale che, benché ancora incentrata sulle PMI, presenta una sua solidità e rappresenta un sicuro ancoraggio per il futuro del Paese a fronte delle ripetute e devastanti crisi finanziarie internazionali.
Naturalmente, per essere riparo e creatrice di prospettive, l’industria manifatturiera ha l’intimo e costante bisogno di evolversi, di incorporare tutti quei fattori umani ed immateriali sempre più necessari alla competizione. Parlo di conoscenza tecnica e scientifica, di creatività, di patrimonio culturale, di sistemi inclusivi per chi vi lavora, di capacità manageriale e sostenibilità dei processi produttivi. Parlo anche di nuovi prodotti che nessun altro è in grado di fare, come ha recentemente sostenuto il presidente di Unindustria di Bologna, dottor Marchesini. Questa fucina non avrà timore di delocalizzazioni perché la conoscenza, la creatività, il lavoro in rete, la qualità del prodotto fanno sì che, almeno il cuore pulsante delle imprese, non possa essere traslocato fuori dal proprio ambiente. Il sistema produttivo dell’Emilia-Romagna è improntato ad un forte dinamismo, in cui l’innovazione a tutti i livelli è il risultato dell’intraprendenza e creatività dei nostri imprenditori, della qualificazione ed esperienza professionale dei lavoratori e dei tecnici, in un sistema di imprese molto eterogeneo e per questo più robusto, dalle piccolissime alle medio-piccole e grandi, dalle artigiane alle agricole ed alle cooperative.
L’innovazione in Emilia-Romagna è una caratteristica del sistema, non un fatto episodico o esclusivamente legato all’iniziativa del singolo. Accanto a questo dinamismo del sistema imprenditoriale vi è nella nostra regione una presenza qualificata e diffusa di università ed enti di ricerca pubblici e privati, officine del sapere che hanno le potenzialità per spingere il nostro sistema produttivo verso un vero e proprio salto di qualità, per restare competitivi attraverso un processo di continuo miglioramento dei prodotti. Si è appena conclusa la mostra che, anche su suggerimento delle stesse autorità europee, abbiamo organizzato a Bruxelles sul programma dei tecnopoli e sulla Rete Regionale dell’Alta Tecnologia che abbiamo avviato con i fondi POR FESR 2007-2013. Abbiamo messo in rete queste intelligenze, programmando 10 tecnopoli in cui operano 35 laboratori di ricerca industriale già attivi, che si integrano con ulteriori 10 centri per l’innovazione e per il trasferimento tecnologico per favorire la circolazione delle idee, l’integrazione fra le competenze, la messa a fattor comune di risorse, esperienze e tecnologie. Una rete che si articola su tutto il territorio regionale e che si organizza in piattaforme tecnologiche. Piattaforme che rappresentano le eccellenze del nostro tessuto produttivo e che costituiranno le priorità della nostra azione futura. Piattaforme naturalmente che si integrano e si coordinano con le piattaforme tecnologiche europee.
Agroalimentare, Meccanica Avanzata e Materiali, Energia e Ambiente, Costruzioni, Scienze della vita, ICT (Informatica e Comunicazione tecnologica), queste sono le nuove aggregazioni e ambiti di specializzazione fortemente innovativi, sui quali intendiamo puntare per il futuro, e che segnano il passaggio dai distretti produttivi ai distretti tecnologici. Siamo consapevoli che questa sfida sia cruciale per la competitività della nostra economia e il futuro dell’Emilia-Romagna, e per questo abbiamo messo in campo risorse rilevanti. Oltre 240 milioni di investimento complessivo, a cui la Regione contribuisce per 147 milioni. Un terzo dell’intero programma operativo regionale FESR è dedicato al sistema della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Politiche che si integrano in una larga azione a sostegno dell’innovazione organizzativa, delle reti di imprese, dell’internazionalizzazione, degli investimenti per uno sviluppo sostenibile, delle nuove imprese innovative e dell’accesso al credito. Attraverso questo programma abbiamo immesso nel corpo produttivo risorse e competenze. Sono 560, in larghissima parte giovani, i nuovi ricercatori assunti nei tecnopoli che attraverso i laboratori potranno portare al sistema delle imprese la ricchezza della loro vitalità e delle loro idee. Accanto a questi giovani saranno oltre 1.000 i ricercatori già presenti nelle nostre università e nei centri di ricerca che si dedicheranno ai tecnopoli, mettendo le loro intelligenze e competenze al servizio del sistema manifatturiero regionale.
E contemporaneamente, negli ultimi anni altri 1.200 giovani laureati in materie tecnico-scientifiche sono già stati introdotti nelle imprese per attività di ricerca e sviluppo. Una comunità che giocherà un ruolo fondamentale per evolvere il nostro sistema di distretti produttivi in distretti sempre più tecnologici. Una grande rete già al lavoro ed un grande impegno della nostra Regione, che proseguirà nei prossimi anni accompagnata anche dalle misure previste nella legge del patto di stabilità regionale che ci consentirà di trattenere in Regione la liquidità oggi avocata dall’Amministrazione centrale. Stiamo parlando per il 2009 di 204 milioni utilizzabili dagli Enti locali per l’eliminazione di residui passivi. In conclusione, ringrazio per la vostra cortese attenzione e vi auguro un tanto proficuo quanto necessario lavoro.
 

Per maggiori informazioni su Manifutura 2011 collegarsi al sito di Nens http://www.nens.it/zone/index.php

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