Interventi

6 Dicembre 2010

"Rischiamo di perdere una grande occasione"

“Rischiamo di perdere una grande occasione”

 

Saluto al Convegno

“L’Unificazione istituzionale e amministrativa dell’Italia”

Bologna – 6 dicembre 2010

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna


Buongiorno,
    un saluto a tutti i presenti ed un vivo ringraziamento alla Prefettura di Bologna. 
   È interessante ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia con questo originale e non retorico ciclo di incontri.

       

Permetterà di ripercorrere le tappe salienti della nostra storia nazionale,   dal Risorgimento alla Costituzione repubblica, e offrirà momenti proficui di confronto e di approfondimento sul nostro passato ed inevitabilmente anche sul nostro presente e prossimo futuro.
   Il primo di questi incontri “L’Unificazione istituzionale ed amministrativa dell’Italia” porre sul tappeto un tema non solo di interesse storico, ma anche di estrema attualità
   Mi riferisco alla legge delega sul federalismo.
   Gli storici, gli esperti di diritto, gli studiosi della pubblica amministrazione avranno modo di ripercorrere e di spiegare le tappe del processo che portò alla nascita dello Stato unitario, con le sue istituzioni, i suoi apparati amministrativi, i suoi rapporti tra il centro e la periferia…
   Per quanto mi riguarda m limito ad esprimere alcuni pensieri d’ordine più generale.
   E vorrei soffermarmi su quanto dei valori e della motivazioni ideali che sottessero a quel processo, è ancora vivo ai giorni nostri.
   Senza dubbio il Risorgimento è stato un fenomeno complesso, articolato, contradditorio, dagli esiti non sempre coerenti.
            (e forse già questo sembra attualissimo!)
   Nato repubblicano si conclude monarchico.
   Concepito come confederale diventa uno Stato fortemente centralizzato, anche se il processo di piemontalizzazione amministrativa non gli è imputabile.
   Responsabili furono i primi governo del Regno i quali, citando Giorgio Ruffolo, adottarono il principio  del massimo comune denominatore piuttosto che il minimo comune multiplo.
   Nascono da lì, probabilmente, i problemi dell’unificazione dell’Unità debole.
   I problemi in sostanza fra nord e sud.
   Tuttavia il Risorgimento è stato l’evento fondativo della nostra storia unitaria.

   Una svolta epocale, perché una civiltà che ha vissuto secolo di grandezza e secoli di decadenza, ma sempre divisa, è stata ricomposta in un unico soggetto che, fra contraddizioni e disastri, ha via via occupato un posto importante nell’economia e nella politica mondiale.

    È per questo che non possiamo dimenticare un altro movimento fondativo del nostro presente: il movimento della Resistenza che portò alla nascita della Repubblica, alla sua Costituzione, al suo Stato democratico.

    Un altro elemento di modernità del Risorgimento lo possiamo, forse, ritrovare nel pensiero di Cattaneo, di Farini e del bolognese Minghetti ch concepivano il federalismo come snodo amministrativo essenziale per creare l’unità politica dello Stato.
   Oggi, quelle istanze sono tornate al centro dei lavori parlamentari del Paese.
   Abbiamo una legge delega sul federalismo che è stata costruita insieme alle Regioni, volute dalla Costituzione repubblicana.
   Essa rappresenta una grande opportunità per riformare il sistema politico e amministrativo del Paese.
   È una buona legge che va applicata con coerenza e collaborazione.
   I decreti attuativi fin qui approvati dal governo purtroppo disattendono lo spirito della legge delega e rasentano, nell’ultimo, l’incostituzionalità.

   Le Regioni si stanno battendo per una loro revisione in grado di attuare un reale federalismo solidale e condiviso, capace di dare un nuovo impulso ai principi, agli ideali, alle ragioni del nostro vivere insieme nella variegata comunità italiana.

   In ultimo, desidero esprimere tutto il mio apprezzamento al Prefetto Angelo Tranfaglia per questa lodevole iniziativa i grande rilievo culturale.
   Vi ringrazio per la vostra cortesia e la vostra attenzione.

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