Interventi

20 Novembre 2010

“Continua la battaglia contro i tagli”

“Continua la battaglia contro i tagli”

 

20 novembre 2010 - l'Informazione

Intervista di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

 

“L’approvazione alla Camera della legge di stabilità, con il rifinanziamento di alcune voci non cambia le cose per il bilancio della Regione Emilia-Romagna: restano confermati i tagli ai trasferimenti, e quindi rimangono i problemi strategici di tagli consistenti e ingiusti verso gli enti locali, ingiusti perché colpiscono un sistema che non contribuisce ad aumentare il debito del Paese, mentre è il governo centrale è quello che lo alimenta”.

Parola di Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio, che ha così commentato il passaggio della Finanziaria alla Camera.

Quindi prosegue la battaglia contro una Finanziaria che ritenete ingiusta?

“Pensavamo che da parte del governo ci sarebbe stato un ripensamento sui tagli, considerando il fatto che gli enti locali erogano i servizi e funzionano da volano per l’economia. Invece il ripensamento non c’è stato. Perciò continueremo a combattere contro questa manovra e sperando che questo governo abbia la vita più breve possibile e lasci il posto a un governo che abbia più a cuore i problemi reali del paese. Continueremo nella nostra lotta per ridurre i tagli ai servizi verso il territorio”.

Però in vista della conferma dei tagli avete dovuto approntare un bilancio di emergenza.

“Come Regione, nella previsione di bilancio per il 2011 abbiamo adottato una politica selettiva delle priorità, mettendo al primo posto la famiglia, la persona, l’occupazione, la sanità, il trasporto pubblico e il sostegno alle imprese”.

E per quanto riguarda il Patto di stabilità regionale?

“Il meccanismo del Patto di stabilità è così perverso che a volte è difficile far capire come funziona: per semplificare, l’Europa dà un obiettivo generale che è di portare il rapporto deficit/Pil a non più del 3%; l’Italia è già oltre il 5%. L’Europa inoltre chiede di ridurre il debito pubblico. Lo Stato per centrare questo obiettivo ha però imposto un sistema talmente vincolante e con tali parametri che in realtà impone a Comuni e Province di non poter pagare i propri fornitori con i soldi che hanno già in cassa. Quindi il fatto che a fine 2008 a fronte di casse dei Comuni con 1,2 miliardi di euro di denaro fresco, pronto per essere speso, gli enti locali lo hanno dovuto trattenere e non pagare le fatture già emesse, vuol dire impedire lo sviluppo e creare problemi anche alle imprese”.

Che cosa prevede il patto di stabilità “all’emiliana”?

“La proposta della Regione è quella di farsi unico punto di riferimento e di garanzia tra lo Stato e gli enti locali, per poter rendere più flessibili quei vincoli coi quali si vuole perseguire l’obiettivo del patto di stabilità, e consentire ai Comuni di utilizzare al massimo quelle potenzialità che sono presenti in cassa e che nel sistema complessivo rimanevano inutilizzate. Operiamo in modo da agevolare anche i pagamenti ai fornitori».

Gli artigiani emiliani fanno appello alla Regione perché concentri le risorse su occupazione e credito alle imprese. Cosa risponde loro?

“Il taglio ai trasferimenti per le regioni si è abbattuto come una scure anche sul sistema delle piccole e medie imprese. Per questo nel bilancio 2011 abbiamo posto attenzione a mantenere aperte le voci sui fidi per assicurare il credito alle pmi, sulle reti di imprese, sull’innovazione, la ricerca e la formazione per poter ricondurre al lavoro chi oggi è disoccupato. E poi abbiamo mantenuto le risorse destinate agli ammortizzatori sociali, per garantire un reddito ai lavoratori

delle aziende in crisi”.

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