Interventi

12 Ottobre 2010

“Rafforzare il ruolo del pubblico nei servizi locali”

“Rafforzare il ruolo del pubblico nei servizi locali”

 

12 ottobre 2010 – Convegno di Confservizi

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

Le scelte strategiche compiute in questi ultimi anni hanno indirizzato verso gestioni industriali i servizi pubblici locali superando le frammentazioni gestionali e i particolarismi per raggiungere dimensioni di impresa tali da poter competere nei mercati contenendo i costi, ma soprattutto recuperando risorse per attuare importanti piani di investimento e rinnovare l’impegno per l’innovazione e la ricerca.

Proprio la disponibilità di risorse finanziarie per investimenti e un impegno strutturato nell’innovazione e nella ricerca, rappresentano leve fondamentali per favorire una nuova fase di sviluppo orientata alla sostenibilità, e azioni volte all’uso razionale delle risorse, al risparmio energetico, alle energie rinnovabili ed alla tutela ambientale del territorio. Le imprese multi servizi hanno di fronte la responsabilità non solo della qualità dei servizi e dell’ammodernamento continuo dell’impiantistica, ma anche di concorrere all’educazione dei cittadini alla tutela e risparmio ad esempio della risorsa idrica e al recupero massimo di materia nel campo dei rifiuti. nell’ambito energetico queste aziende devono esercitare un ruolo decisivo nel risparmio energetico e nello sviluppo delle rinnovabili. E’ necessario assicurare la netta separazione di ruoli tra l'attività di indirizzo e controllo e quella più propriamente gestionale, ma anche tra l’attività di regolazione economica e quella di indirizzo politico. In questi intrecci di ruoli si possono scontare situazioni di conflitto di interesse ed è per questo che è necessario procedere con bandi di gare pubbliche per l’affidamento dei servizi fermo restando la maggioranza pubblica del capitale sociale.
E’ infatti evidente dalle esperienze europee che in particolare la funzione di regolazione economica debba essere svolta da un soggetto il più possibile indipendente e diverso dal soggetto che svolge le funzioni di indirizzo politico. La L.R. n. 10 del 2008 pur attuata parzialmente ha costituito un’utile esperienza in questo senso con elementi di successo: le tariffe sviluppate congiuntamente tra Regione ed enti locali in applicazione della separazione di ruoli sono state adottate con reciproca soddisfazione, conseguendo alcune razionalizzazioni ed omogeneizzazioni regolatorie. Vi sono stati anche alcuni elementi non positivi quali il forte defilamento di alcuni regolatori e l’adozione di soluzioni estemporanee ed incoerenti da parte di qualcuno dei regolatori che non hanno aderito allo schema proposto. La Regione Emilia-Romagna già da parecchi anni sta portando avanti un processo di trasformazione dei servizi pubblici che fa cardine su un forte ruolo pubblico nella programmazione degli investimenti, nella determinazione della tariffa e nel controllo dei risultati, a cui fa da contraltare una gestione affidata ad imprese a cui si chiede capacità di sviluppare i servizi, interconnettere gli impianti, investire nella ricerca e nell'innovazione, al fine di ottenere sull'intero territorio regionale un prodotto accessibile a tutti, di buona qualità e a prezzo controllato.
Le esperienze ormai consolidate nell’ultimo decennio evidenziano come la scala territoriale ottimale per servizi a rete quali il servizio idrico ed il servizio di gestione rifiuti sia certamente sovraprovinciale, e la scala ottimale è certamente quella regionale. Tale processo proseguirà con la nuova legge di riordino del settore dei servizi pubblici dell’ambiente conseguente alle disposizioni della L. 42/2010 con la quale si sopprimono le Autorità d’ambito al 31-12-2010. Relativamente ai servizi idrici le specificità territoriali esistenti in Italia rendono a nostro avviso poco credibile un’Autorità nazionale con effettivi compiti di regolazione economica, mentre sarebbe certamente utile un soggetto nazionale con seri compiti di osservatorio, in modo da consentire un’attività di benchmarking al livello più ampio possibile, e con compiti di tutela degli utenti che affianchi i regolatori regionali.
Il regolatore regionale potrebbe essere sia la Regione stessa, sia i Comuni in modo congiunto attraverso un loro organo ad hoc avente valenza regionale.

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