Interventi

28 Settembre 2010

“Il nostro impegno contro la violenza sulle donne”

“Il nostro impegno contro la violenza sulle donne”

 

 

28 settembre 2010 - Conferenza stampa di chiusura del progetto “Non è stato un incidente”, realizzato con protocollo d’intesa tra Regione Emilia – Romagna e Provincia di Piacenza

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

 

La Regione Emilia – Romagna ha incluso da sempre, tra le proprie attività, lo sviluppo di politiche dirette al contrasto della violenza sulle donne, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali in materia di pari opportunità, politiche sociali e politiche per la sicurezza delle cittadine e dei cittadini.

Il fulcro centrale di queste politiche è stato per anni, ed è tuttora, il sostegno regionale alla rete dei Centri Antiviolenza, e dei rifugi per donne maltrattate. E’ stato così possibile creare nella nostra regione, che su questo tema è decisamente all’avanguardia nel nostro paese, un sistema efficiente di assistenza e sostegno per le donne vittime di diverse forme di violenza maschile.

 

Negli ultimi anni, tuttavia, l’amministrazione regionale che rappresento ha esteso il ventaglio di attività, iniziando da un lato ad approfondire gli elementi di conoscenza di questo complesso fenomeno, dall’altro ad ampliare gli interventi, affiancando alle misure di sostegno per le vittime anche le attività di prevenzione precoce. 

 

Voglio spendere alcune parole sulla definizione di questo fenomeno, che è assai più complesso di quanto non traspaia dalla sua rappresentazione pubblica.

 

Nelle sue diverse forme la violenza sulle donne  è senz’altro espressione di una esigenza di controllo maschile dei comportamenti femminili, ma essa si connota in modo particolare nelle società avanzate. Conflitti per la carriera e il lavoro – in una società che chiede alle donne di rispondere a sempre più ruoli -  conflitti nella gestione del tempo libero, conflitti sull’educazione dei figli, e così via rischiano spesso di trasformarsi in occasioni di violenza fisica e psicologica sulle donne stesse.

 

E’ un errore allora credere che la violenza sulle donne, in particolare quella definita “domestica”,  riguardi sempre “qualcun altro”: le donne più povere, gli uomini più ignoranti – o alcolizzati – o le donne  straniere – che sicuramente sperimentano forme serie di violenza legate alle diverse culture. La violenza domestica riguarda tutta la società perché esprime un fallimento sociale, una inadeguatezza delle norme, delle istituzioni e della cultura maschile nel seguire e sostenere le donne nel loro percorso di emancipazione.

 

Sappiamo infatti che la violenza di genere è presente in tutti gli strati sociali, e che essa si acuisce in situazioni di conflitto legate anche ad una maggiore consapevolezza e autonomia delle donne, che non sempre gli uomini, anche i più emancipati, riescono ad accettare.

 

Così come è un errore pensare che la violenza sulle donne consista solo nella aggressione di un estraneo nello spazio pubblico: una immagine che ricorre spesso sui mezzi di informazione. Risultati più che affidabili di tutte le ricerche, compresa  l’ultima dell’Istat del 2006, sulla quale abbiamo svolto un approfondimento specifico per la nostra regione, ci dimostrano ancora una volta che le forme di violenza più gravi e reiterate, incluso lo stupro, avvengono nello spazio domestico e nelle relazioni di intimità. Nel luogo, cioè dove una donna dovrebbe sentirsi più protetta e ad opera di uomini con i quali esiste una relazione sentimentale o di amicizia o anche solo di conoscenza. La violenza nello spazio pubblico ad opera di estranei è solo una parte, per quanto gravissima, dell’insieme delle violenze che le donne subiscono.

 

Se questo è il quadro, diventa evidente come una risposta meramente sanzionatoria attraverso lo strumento penale, o centrata tutta sulla protezione della “vittima” nello spazio pubblico da aggressioni di estranei sia largamente  insufficiente e inadeguata. 

 

Il cuore del problema sta nel conflitto di genere, conflitto che si acuisce in condizioni di maggiore indipendenza e autonomia delle donne, di cui le varie forme di violenza sono una manifestazione estrema, ma ampiamente diffusa nell’esperienza di vita di molte donne. Crediamo sia  da questo dato che si dovrebbe partire per impostare politiche di prevenzione centrate sulla responsabilizzazione degli autori e sul sostegno alle donne non nell’ottica della tutela, ma della estensione delle loro libertà a vivere serenamente sia nello spazio pubblico che in quello privato.

 

Le strade da esplorare sono, quindi,  soprattutto queste:

 

-          intervenire sull’accettazione culturale della differenza sessuale, attraverso forme di prevenzione primaria precoce, nel sistema scolastico;

-          sostegno e azioni di rinforzo contro gli stereotipi sessuali rivolti alle giovani generazioni;

-          iniziative di responsabilizzazione della componente maschile della società e sostegno a tutte le iniziative  per diffondere una coscienza collettiva del fatto che l’emancipazione delle donne non è una minaccia, ma un fattore di sviluppo sociale determinante per tutti;

-          Forme di sostegno alla vita di coppia, soprattutto nei momenti di conflitto, separazione e divorzio: si deve andare oltre la tradizionale mediazione familiare e individuare forme di sostegno più incisive per le donne e gli uomini quando affrontano questi cambiamenti;

-          Intensificare le azioni di supporto, sia nella comunità che negli organi di polizia, per le donne che sono già vittime e soprattutto garantire efficaci forme di protezione delle donne dagli atti persecutori che seguono la fine di una relazione.

 

 

Metterei l’accento in particolare sulla importanza di responsabilizzare gli uomini su questo tema. Esistono alcune sperimentazioni in questo senso, ma dovremmo fare di più rispetto a iniziative di trattamento e di prevenzione degli uomini violenti. Sapendo che in questo, come in tanti altri problemi di sicurezza sia delle donne che degli uomini, non esistono scorciatoie facili e ricette miracolose.

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