Interventi

18 Luglio 2019

Libertà e giustizia

18 luglio 2019 – Commemorazione di Bruno Trentin Saluto di Simonetta Saliera Presidente dell’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna

Buongiorno, ringrazio la Fondazione Sabattini e la Camera del Lavoro di Bologna per l’invito a questo importante appuntamento: sulla concezione di Bruno Trentin del sindacato come soggetto politico nella società italiana. Il pensiero e l’azione politica di un grande sindacalista, di un intellettuale organico al movimento operaio e di un politico coerente con i propri ideali di libertà ed eguaglianza, maturati fin dalla partecipazione alla lotta partigiana. Senza retorica mi sento di poter affermare che Bruno Trentin è stato la stella polare del firmamento sindacale in tutti gli anni del suo impegno nel mondo del lavoro. Strenuo sostenitore del rientro in fabbrica dell’organizzazione sindacale dapprima con le sezioni sindacali aziendali trasformatesi poi nel sindacato dei consigli, così come conquistò il diritto alla lotta articolata per la realizzazione dei contratti integrativi aziendali, dove in primo luogo si metteva in discussione l’organizzazione del lavoro. Fu un grande passo in avanti perché non ci si limitò più alla contrattazione profitto-salario, ma alla ben più importante, politicamente, messa in discussione dell’organizzazione del lavoro con il sindacato in grado di fare proposte alternative a quelle aziendali. Ricordo la FLM, allora appena costituita, insieme alla FLC, quando promosse la manifestazione antifascista nella Reggio Calabria devastata dalla destra del “boia chi molla” e della criminalità organizzata che ricorsero alle bombe pur di impedirla. Ed anche in questo si andava affermando, oltre che nella contrattualistisca, il Sindacato come soggetto politico. Bruno Trentin ne fu un grande sostenitore, come fu intransigente sostenitore dell’autonomia e dell’unità sindacale proponendo l’eliminazione delle correnti di partito ed affermando un sindacato di programma e dei diritti. Tutto ciò poteva essere concepito dalla sua convinzione di una ricerca ininterrotta sulla liberazione della persona e sulla sua capacità di autorealizzazione, introducendo nella società sempre più elementi di egualitarismo, come le pari opportunità, il welfare sociale, l’adeguamento dell’organizzazione del lavoro alle nuove necessità, la diffusione della conoscenza come strumento della libertà, superando con la giustizia le contraddizioni e i fallimenti del capitalismo e dell’economia globale, facendo delle persone il perno di ogni convivenza civile partendo dai rapporti in fabbrica. Nell’augurarvi buon lavoro, in conclusione, vorrei rivolgere un doloroso ed affettuoso pensiero al compagno Bruno Papignani, caro amico, sindacalista e grande contrattualista, scomparso da pochi giorni che ha aiutato con passione ed intelligenza in più occasioni la Regione a risolvere difficili vertenze. Ciao Bruno.

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