Interventi

13 Maggio 2019

Presidio di Memoria. La storia delle Ogr in Assemblea legislativa

13 maggio 2019, ore 10 – Saluto di Simonetta Saliera Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Cari amici di Afeva, compagni del sindacato e del consiglio di fabbrica, lavoratori e dirigenti delle Ferrovie dello Stato,

desidero iniziare questo mio intervento con le parole della poesia di Luigi Di Ruscio, operaio metallurgico marchigiano costretto ad emigrare ad Oslo, parole incise nella targa che abbiamo posto il 28 aprile del 2017 nei locali della nostra Assemblea legislativa, nella “Giornata mondiale in ricordo delle vittime del lavoro e dell’amianto”: “Ai compagni con cui ho lavorato per quasi una vita: Questa notte vi ho sognato tutti splendidamente vivi ritornammo a rivedere tutti gli orrori di quel reparto ridendo non sono riusciti ad ammazzarci siamo ancora vivi nuovi come fossimo resuscitati non più contaminati dalla sporca morte” “Non possiamo abituarci a morire” È una poesia che assume il sapore della profezia almeno per le Officine Grandi Riparazioni. Questa è per me una giornata di profonde emozioni fra loro contrastanti: la sofferenza per le morti che continuano nelle officine e nei cantieri e la soddisfazione che alle OGR attraverso le dure lotte dei lavoratori e l’aiuto della ricerca scientifica del professor Maltoni e dei suoi collaboratori, si è riusciti faticosamente ad averne ragione. Voglio ricordare il lungo e costante impegno di Salvatore Fais perché la memoria non andasse persa e rimanesse a Bologna per ricordare i luoghi della tremenda tragedia vissuta dagli operai delle OGR. Voglio citare Giovannino Albanese che insieme a molti altri ha entusiasticamente collaborato per la realizzazione del “Presidio di Memoria” che da oggi sarà visibile e disponibile al pubblico e a tutte le scuole della Regione. Giovannino ci ha ricordato di quale brutta pasta fossero fatti i dirigenti delle Ferrovie quando osavano affermare che c’era più amianto in Piazza Maggiore per le pastiglie delle auto piuttosto che alle Officine Ogr ed anche ricordare l’inconsapevolezza della tragedia incombente che si ricava dalle espressioni di Massimo Vaggi nel suo racconto contenuto nell’antologia “Lavoro vivo” di cui cito: “…in officina quando entrava il sole da qualche fessura potevano vedere nella lama di luce tutte le particelle che ballavano leggere e a me sembrava, onestamente, un bello spettacolo. Al centro dell’officina c’erano gli operai di una ditta in appalto: spruzzavano le fiancate delle carrozze di amianto in fiocchi. Sono morti tutti. E invece a quei tempi l’unica cosa che facevamo era di prenderli in giro perché alla fine della giornata sembravano dei fantasmi, tutti bianchi sui vestiti e sui capelli, coperti di polvere ballerina come siepi d’inverno con la galaverna…”. Oggi le Ogr sono state chiuse, l’amianto non si usa più, l’ambiente dovrà essere risanato, ma le conseguenze di quell’immane tragedia non sono ancora terminate. Sono cambiati i tempi. Le lotte sindacali frutto della democrazia hanno liberato il lavoro secondo l’articolo 1 della nostra Costituzione repubblicana. Gli stessi dirigenti un tempo rigidi avversari e disposti ad affermare il falso pur di sostenere le ragioni dell’azienda hanno, oggi, capito che democrazia e lavoro sono le fondamenta della nostra società. Il Presidio che oggi inauguriamo l’Assemblea legislativa regionale lo ha sempre sostenuto e voluto e rappresenta a mio avviso la convergenza intelligente fra organizzazioni sindacali, associazione dei famigliari e azienda delle Ferrovie dello Stato che ha operato positivamente per la sua realizzazione. Il “Presidio di memoria” è stato inserito nel progetto di educazione civica che da anni questa Assemblea rivolge a tutte le scuole della Regione Emilia-Romagna. Democrazia significa anche libertà di contrattazione. Lavoro vuol dire vita e dignità. Infine, vi prego di chinare la testa in onore delle vittime dell’amianto e dei tanti protagonisti delle lotte sindacali con un minuto di silenzio. Grazie

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22 Ottobre 2021

Cordoglio per la scomparsa di Don Luciano

“La scomparsa di Don Luciano, già parroco di Pianoro Vecchia e Livergnano, è motivo di dolore e di forte dispiacere. Ai suoi famigliari, alla Chiesa di Bologna e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato il suo impegno di sacerdote vanno le mie più sentite condoglianze. Ci conoscevamo bene, amava ed era un gran conoscitore di musica in particolare d'organo e aveva una innata curiosità di conoscere il mondo in profondità tanto da studiare diverse lingue come il russo proprio per capire a fondo le persone, la loro vita e le loro profondità. Le nostre zuppette alle 23 di sera erano farcite di musica, pittura antica e racconti di vite nei diversi mondi”.

12 Ottobre 2021

Cordoglio per la scomparsa di Sante Tura

"Scienziato di grande livello, medico di stimato valore. Con Sante Tura scompare uno dei bolognesi più illustri, capace di essere appassionato pioniere nel campo della ricerca".