Interventi

27 Novembre 2016

Corriere di Bologna di domenica 27 novembre 2016, pagina 21

Intervista a Simonetta Saliera - «Tutti i luoghi di culto devono essere noti Così si batte la paura» di Beppe Persichella «A noi preme che i luoghi di culto islamici siano resi noti, evidenti a tutti».

Evitare l'anonimato e il rischio ghettizzazione, è l'obiettivo dello studio patrocinato dall'Assemblea legislativa. «Devono essere conosciuti il più possibile, così come una chiesa cattolica — spiega la presidente dell'Assemblea Simonetta Saliera —, o una sinagoga o qualsiasi altro luogo di culto. Perché quando una realtà si conosce, si ha meno paura e si può esercitare un controllo sociale». Da questa prima mappatura emerge che la maggior parte dei centri si trova a Bologna, con una diffusione tutto sommato equa nel resto dell'Emilia Romagna. «È un dato coerente con quanto accaduto. Le prime migrazioni degli anni '8o sono avvenute in particolare laddove c'era un'attrazione industriale o una forte presenza di lavoro. E Bologna è una di queste zone». In regione c'è una sola moschea a Ravenna e molto «Tutti i luoghi di culto devono essere noti Così si batte la paura» L'intervista Simonetta Saliera si è discusso di costruirne una anche a Bologna. Lei è d'accordo? « Le comunità, se sono presenti, perché non devono avere un loro luogo di culto, in modo evidente e trasparente? Per noi le chiese sono state e sono luoghi di crescita di intere generazioni e anche per non credenti. Questo può accadere anche per altre religioni, con il massimo rispetto reciproco e della Costituzione». La comunità islamica è pronta a questa apertura? «Al suo interno è in atto questa discussione, tra apertura e chiusura. Ci sono oramai intere generazioni di ragazzi pienamente integrati che non amano vivere chiusi in una comunità ristretta. Questa discussione contiene anche l'elemento delle radici, che pure noi come cattolici vogliamo mantenere. E un dibattito che deve essere svolto in piena libertà e noi dobbiamo aiutarlo a prendere questa direzione».

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