Interventi

10 Giugno 2014

Sindaci, non sarete soli nella Città Metropolitana

Sindaci, non sarete soli nella Città Metropolitana

La Repubblica – 10 giugno 2014

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

Semplificare la vita di cittadini e imprese chiarendo bene le responsabilità dei processi amministrativi: ogni pratica deve avere un definito soggetto che la segue dall’inizio alla fine. Rassicurare i cittadini che usufruiscono dei servizi, il personale che non deve temere per il proprio posto di lavoro, i sindaci che non sono e non saranno soli nella avvincente e difficile sfida dell’applicazione (non solo formale, ma sostanziale) della legge Delrio che prevede la trasformazione delle Province in ente di secondo grado e l’istituzione della Città metropolitana di Bologna.

I prossimi saranno mesi di intenso e serio lavoro: come Regione Emilia-Romagna voglio mandare un messaggio di tranquillità perché deve essere chiaro a tutti – in primo luogo ai sindaci di cui conosco la fatica, la passione e la dedizione alla causa pubblica – che nessuno è solo di fronte alle difficioltà e alle sfide che ci attendono. Da un punto di vista delle competenze, delle risorse per il personale e per la gestione del patrimonio la legge Delrio spiega chiaramente come tutto ciò che oggi è in capo alle Province resti a quelle “di secondo grado” o, nel caso di Bologna, passi alla Città metropolitana, che per aver successo deve essere luogo di semplificazione della vita delle persone e avere ben chiaro che è il volano dello sviluppo del territorio bolognese e, quindi, di quello regionale. Proprio per dare quelle garanzie e quella tranquillità necessaria a cogliere al meglio le opportunità della nuova legge, la Regione (in accordo con le parti sociali e il sistema delle autonomie con cui è da tempo in corso un confronto) è intenzionata a operare al più presto (in modo cioè che tutto sia operativo per il primo gennaio 2015) in modo da accompagnare questo impegnativo ed innovativo processo. Questo è possibile perché come Regione non ci siamo fatti cogliere impreparati dalle leggi dello Stato, ma fin dal dicembre 2012 con la legge 21 sul riordino istituzionale, abbiamo operato per un forte riassetto del nostro territorio con il risultato che dopo poco più di un anno la nostra Regione ha visto la nascita di 44 Unioni di Comuni (in modo che il 90% degli emiliano-romagnoli vive o in Unioni o in Comuni capoluogo) che gestendo insieme i servizi riducono i costi di gestione e liberando così risorse per servizi alla persona, sostegno allo sviluppo e la cura del territorio.

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