Interventi

17 Gennaio 2014

Un domicilio amico

Un domicilio amico

 

17 gennaio 2014 - Saluto alla iniziativa Nuova Domiciliarità dello Spi

 

Intervento di Simonetta Saliera

 

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

 

Buongiorno a tutti,

porto il saluto della Regione Emilia-Romagna a questa importante iniziativa. Ringrazio gli organizzatori per aver dato vita a una manifestazione di grande importanza e di grande impegno sociale.

È la testimonianza di come (anche in anni tribolati a causa di una crisi devastante che ha indotto diseguaglianza sociale e riduzione della capacità dello Stato di mantenere viva l’indispensabile mutua solidarietà con i propri cittadini), le nostre istituzioni, le nostre associazioni e organizzazioni sindacali hanno sempre avuto ben presente di contrastare l’erosione dei diritti civili e soprattutto sociali dei più bisognosi. A noi è ben chiara la differenza tra un agglomerato di essere umani e una comunità di persone. La differenza è la capacità di tenere insieme i bisogni dei singoli con gli interessi pubblici e collettivi. Le nostre comunità in questo triennio hanno subito pesanti tagli alla spesa e agli investimenti pubblici: scelte fatte dai vari Governi di scaricare su Regioni e Enti Locali la maggior parte del risanamento del debito pubblico e la tenuta del bilancio statale. Tagli pesanti che per la Regione Emilia-Romagna hanno significato un meno 1,7 miliardi di euro nel triennio 2011-2013. Eppure non si è rinunciato a tutelare chi vive il dramma della non autosufficienza. Il Fondo regionale per la non autosufficienza è appena entrato nell’ottavo anno di vita. Si tratta di un esperimento che per mole di risorse impiegate, rete di servizi messi in campo, professionalità coinvolte ed esperienze acquisite, costituisce probabilmente un caso unico in Italia.
A partire dal 2007 la Giunta regionale, con una programmazione congiunta Regione-Enti locali, ha iniziato a destinare 100 milioni di euro in più alla dotazione delle risorse provenienti dal Fondo sanitario regionale. Lo stanziamento ha trovato costante applicazione negli anni successivi fino a raggiungere un picco nel 2011 con 151 milioni per coprire il contemporaneo azzeramento del Fondo nazionale per la non autosufficienza. Nell’arco di sette anni (2007-2013) la Giunta regionale ha investito risorse aggiuntive pari a 841 milioni.  Si tratta di una decisione molto importante che differenzia la scelta dell’Emilia-Romagna da quella di altre Regioni. Se si considerano l’insieme delle risorse  su cui ha potuto contare il Fondo, considerando quindi anche la spesa "storica" per anziani e disabili derivante dal Fondo sanitario regionale, ogni anno la spesa complessiva a carico del Fondo supera i 450,00 MLN, con un picco registrato nel 2010 pari a 470 MLN, compresa la quota a carico del Fondo Nazionale. In questi anni il Fondo è servito non solo a consolidare e qualificare i servizi già esistenti, ma anche a  sviluppare nuove risposte e interventi soprattutto nell’ambito del domicilio delle persone non autosufficienti. Altro obiettivo strategico è quello dell’equità di accesso ai servizi da parte di tutti i cittadini della regione, attraverso il FRNA. Si intende infatti garantire pari opportunità di accesso alla rete dei servizi, indipendentemente dalla zona in cui si è residenti. A tal fine è di grande importanza il ruolo degli Amministratori locali con la loro responsabilità di individuare e condividere le priorità di intervento nei diversi territori. Quello che però rende l’esperienza dell’Emilia-Romagna un caso unico in Italia non è solo l’impegno economico che ha caratterizzato il Fondo negli anni passati, ma anche e soprattutto la rete dei servizi messa in campo per rispondere alle diverse tipologie dei bisogni con l’obiettivo prioritario, laddove possibile, di tenere l’anziano e la persona disabile, non autosufficienti o a rischio di non autosufficienza, al proprio domicilio e vicino ai propri affetti e alle esigenze della propria vita quotidiana. La rete ‘storica’ dei servizi socio-sanitari si è e consolidata in tutti gli ambiti distrettuali, attraverso le strutture residenziali e l’assistenza domiciliare e l’assegno di cura. Si è ottenuto così un aumento consistente e progressivo dal 2007 ad oggi del numero dei beneficiari. A fianco dei servizi tradizionali attraverso il FRNA sono state sviluppate ulteriori opportunità innovative e più flessibili  per favorire la permanenza delle persone al domicilio. Vanno ricordate l’accoglienza temporanea di sollievo, i contributi ed i servizi per la regolarizzazione e la qualificazione del lavoro di cura svolto dalle assistenti familiari, i programmi di contrasto all’isolamento delle persone anziane e della promozione del loro benessere fisico e sociale, gli interventi per l’adattamento dell’ambiente domestico. Un’attenzione particolare da anni viene rivolta inoltre al sostegno ai caregiver famigliari, prevedendone a livello normativo l’inclusione a pieno titolo nel progetto individualizzato di vita e di cura. Alle persone con demenza ed ai loro familiari, forte attenzione è stata data dagli indirizzi regionali del FRNA, anche al fine di promuovere ed incentivare attività a bassa soglia ed alta capacità di contatto. Iniziative tipo i caffè Alzheimer ad esempio, che attraverso  un approccio informale, basato su attività che hanno a che fare con la normalità della vita (come appunto prendere un caffè in compagnia) dando alle famiglie la possibilità di uscire  dall’isolamento. Nella nostra Regione, grazie al FRNA, negli ultimi anni tali iniziative  sono più che triplicate: più di 50 caffè attivi (in 30 distretti su 38) circa 2500 i familiari coinvolti annualmente. I bisogni da soddisfare sono comunque in costante aumento ed il percorso non è sicuramente concluso. In considerazione delle modificazioni avvenute nel contesto economico-sociale complessivo,  nel corso del 2013 è stato avviato un confronto con gli Enti locali,  le Organizzazioni sindacali e le parti sociali  per verificare e consolidare gli importanti risultati ottenuti per la popolazione non autosufficiente, analizzando l’efficacia delle diverse tipologie di intervento, che porterà entro la fine del 2014 ad aggiornare le linee di indirizzo regionale definite nel 2007-2008 all’avvio del FRNA.  Si punterà su innovazione e integrazione non soltanto all'interno dei settori sociale e sanitario ma con le altre politiche del territorio (casa, mobilità, urbanistica), l’unico approccio strategicamente vincente deve  infatti partire da una nuova visione e da una  lettura  allargata della non autosufficienza,  puntando sulle risorse (umane, funzionali, relazionali e di comunità) esistenti, non solo su ciò che manca. La disponibilità da parte del governo nazionale per il 2014 di incrementare rispetto al 2013 le risorse del Fondo nazionale non autosufficienze è sicuramente un segnale positivo, che indica sicuramente un “cambio di rotta” rispetto agli anni passati in cui si era arrivati addirittura ad un azzeramento delle risorse nazionali. Per il 2014 stimiamo che ci siano circa 27 milioni di euro a cui si aggiungeranno 430 milioni e 600.000 euro. Per ottimizzare al massimo impegno e risultati,  continueremo, come da sempre fatto negli anni passati,  ad indirizzare i territori verso un utilizzo unitario ed  integrato di tutte le risorse messe in campo  per la non autosufficienza:   fondi regionali,   nazionali,  degli enti locali,   con  un’attenzione  particolare alla domiciliarità e alle nuovi bisogni emergenti. È una sfida difficile e complessa, su cui però tutta la comunità emiliano-romagnola misura la propria capacità di governo e di sviluppo. In Emilia-Romagna sappiamo che ogni singolo soldo investito in servizi è un bene per tutti i cittadini. Siamo impegnati a mantenere i livelli di eccellenza raggiunto.

Grazie e buon lavoro a tutti.

 

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