Interventi

27 Maggio 2010

L'Italia che reagisce

L’Italia che reagisce

Assemblea annuale di Cna


Giovedì 26 maggio 2010 - Sala Topazio

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

Buona sera a tutti, ringrazio per l’invito e condivido molta parte della relazione del presidente Girotti soprattutto per quanto riguarda l’analisi della crisi economica e della sua lacerante incidenza nel nostro territorio.

 

Tuttavia, come egli stesso afferma, le imprese artigiane hanno fatto sistema ed a costo di grassi sacrifici personali del piccolo imprenditore, sotto l’aspetto dell’occupazione della salvaguardia della professionalità delle sue maestranze, non solo hanno limitato i danni, ma anche hanno iniziato a reagire sul problema di fondo della competitività delle filiere e del territorio.

 

Questo è importante, perché questa crisi, resa devastante dall’incapacità di comprenderla da parte del governo nazionale, non è ancora finita e richiede l’impegno di tutti per realizzare una politica industriale e sociale seria ed equilibrata e non da trebbiatrice come la manovra che ci viene in questi giorni prospettata.

 

Per quanto riguarda l’accorato appello del presidente Girotti alle istituzioni, posso rispondere, brevemente, per quanto ha fatto la Regione Emilia-Romagna.

 

Mi riferisco in prima battuta ai finanziamenti dei consorzi fidi che voi sapere quanta importanza abbiano nel rapporto con le banche e al “Patto per attraversare la crisi” concordato con le associazioni imprenditoriali e sindacali nel 2009 che ha consentito di evitare più di 65.000 licenziamenti.

 

La cosa più importante è che la Regione ha messo in campo politiche operative per oltre 400 milioni fino al 2013 come

 

-         la ricerca industriale e il suo trasferimento tecnologico (Tecnopoli);

-         il sistema innovativo per sostenere l’evoluzione delle imprese;

-         lo sviluppo sostenibile (energie rinnovabili, potenziamento della logistica su ferro, ecc…)

-         la qualificazione del patrimonio culturale e ambientale anche a fine di attrattività turistica;

-         l’assistenza tecnica alle imprese

 

Oltre a questo la Regione ha portato a 170 milioni il fondo per la riorganizzazione delle imprese, per favorire la loro internazionalizzazione e favorire l’export.

 

In questo mese abbiamo iniziato i lavori per l’assestamento di Bilancio 2010 e vogliamo reperire risorse da investire nel sistema delle imprese.

 

Come, ad esempio, stiamo pensando di investire le reti delle piccole imprese e per incentivare le piccole imprese e gli enti pubblici che si doteranno di impianti ad energia pulita, creando così un sicuro risparmio per le imprese e gli enti pubblici che utilizzeranno questi fondi e un volano di lavoro per le piccole imprese operanti nel settore.

 

Stiamo investendo e investiremo ingenti risorse anche sul delicato tema della casa, degli alloggi per l’affitto (manutenzione di quelli esistenti e nuova costruzione di appartamenti in affitto) e della riqualificazione urbana.

 

Ritengo anche importante ricordare la creazione di una rete per la competitività con al centro la ricerca industriale da realizzare insieme all’Università e alle associazioni imprenditoriali per la costruzione di poli integrati al fine di produrre ricerca ed innovazione per il sistema produttivo ed il mercato (vedi Tecnopolo).

 

La Regione vuole avviare un “Patto di Azioni Concrete” con gli enti locali per realizzare un circuito informativo realmente operativo con ricadute positive sugli SUAP (Sportelli Unici per le Imprese) e per semplificare procedimenti e competenze al fine di ridurre tempi e costi della burocrazia per imprese e cittadini.

 

La Regione si pone anche l’obiettivo di introdurre un “Patto di stabilità territoriale” che non sia solo di tipo compensatorio, ma che attraverso il coordinamento della finanza regionale locale, offra un modello, sistemico sul territorio.

 

L’obiettivo è quello di consentire agli enti locali flessibilità nelle regole e nei criteri, nella gestione delle emergenze e per redistribuire il surpluss finanziario sul territorio. Quindi, per poter accelerare i pagamenti ai fornitori e intraprendere nuovi investimenti.

 

Bologna ha la necessità di sviluppare fino in fondo,  anche istituzionalmente, la concezione di “Città metropolitana vasta” perché  è al centro geografico del sistema logistico e attraverso l’insieme delle infrastrutture può fare sistema con altre aree a forte sviluppo metropolitano, divenendo attrattiva di capitali domiciliari e/o esteri.

 

Cito ad esempio:

-         collegamenti per le merci con il porto di Ravenna ad est e di La Spezia ad ovest attraverso ferrovie ed autostrade;

-         sinergie tra interporto Verona-Bologna verso il corridoio nordEuropa;

-         il sistema aeroportuale;

-         il sistema fieristico.

 

Per questo è necessario organizzare i flussi di traffico in città e nell'area metropolitana con gli investimenti previsti per il Servizio Ferroviario Metropolitano, la nuova Stazione Alta Velocità e le linee locali passanti, il collegamento veloce Stazione-Aeroporto (People Mover), il metrò che, per altro, vede da un lato già realizzato il parcheggio scambiatore all’uscita autostradale Fiera (via Michelino) per un collegamento veloce di trasporto pubblico Fiera-Stazione-centro città-ospedale Maggiore e aggiungo con la possibilità di congiungere la fermata di Sfm strategica di Prati di Caprara, il Passante Nord da seguire nel rapporto tra Ministero e Ue per concludere l’iter realizzativo, e i nodi di Casalecchio e Rastignano.

 

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