Interventi

23 Aprile 2013

L’importanza di semplificare

L’importanza di semplificare

 

“Nuove semplificazioni per le imprese: l’autorizzazione unica ambientale”

Workshop di Confindustria Emilia-Romagna – 23 aprile 2013

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

 

Buongiorno a tutti,

ringrazio Confindustria Emilia-Romagna per l’invito rivolto alla Regione Emilia-Romagna ad essere qui oggi ad approfondire un tema così sentito da un tessuto economico che sta combattendo contro una crisi economica che è ormai strutturale.

Con la l.r. n. 18/2011, la Regione Emilia-Romagna ha costruito un modello per la governance della semplificazione che ha il suo perno nelle attività del Tavolo permanente e del Nucleo Tecnico nonchè nella Sessione annuale di semplificazione dell’Assemblea Legislativa come valutazione dell’attività svolta. La l.r. n. 18/2011 aspira ad essere, innanzitutto, una legge di “metodo”che prefigura la realizzazione di un approccio comune alla semplificazione tra Regione, comuni e province – alla semplificazione. Il Tavolo permanente (organismo a composizione mista pubblico-privato), opera secondo un metodo di condivisione degli obiettivi tra mondo delle istituzioni regionali e locali e organizzazioni economiche e sociali. Nei mesi scorsi, quindi, abbiamo lavorato per dare una prima attuazione alle linee di azione individuate dall’Assemblea Legislativa con la Prima Sessione di semplificazione dell’ottobre scorso. La Giunta regionale ha approvato il Piano degli interventi per la semplificazione sul versante della informatizzazione e della interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo, da un lato, di rendere più efficace ed efficiente, sul piano organizzativo, le attività interne alla pubblica amministrazione (in primis quella regionale), e, dall’altro, per facilitare il rapporto tra cittadini e amministrazione grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche. Quindi sviluppare la linea “fare digitale” per:

-          dematerializzare, cioè eliminare la carta dalle scrivanie e fare circolare solo documenti digitali;

-          decertificare, cioè consultare (ed aprire alla consultazione) banche dati, eliminando la produzione di cerificati;

-          diffondere l’identità digitale, cioè attribuire ad ogni cittadino un’unica chiave di accesso ai servizi;

-          integrare i sistemi, cioè farli “parlare” fra loro

Si è proceduto alla ricognizione dei procedimenti svolti dalla Regione Emilia-Romagna e si sta operando per la predisposizione di un atto volto alla riduzione dei termini per la conclusione di una serie di procedimenti con impatto diretto su cittadini e imprese. La stessa ricognizione dei procedimenti ha permesso di censire i dati utili alla pubblicazione delle tipologie procedimentali, come previsto dalla legge anticorruzione, (n. 190/2012) per rendere quanto più trasparente l’attività amministrativa attraverso la messa on-line di un set di informazioni relativi ai procedimenti di interesse per cittadini e imprese per rendere più facile l’individuazione del “chi” e “cosa fa” all’interno dell’amministrazione e soprattutto “cosa legittimamente pretendere” dall’amministrazione.
Nel settore dell’edilizia la Regione è stata impegnata nella definizione di un metodo condiviso a livello nazionale che dovrà garantire la misurazione degli oneri amministrativi, anche in chiave futura. L’intreccio delle valutazioni che saranno svolte sulla misurazione dovrà avere come immediato risultato concreto la “ridefinizione” delle norme che regolano la materia edilizia. Intanto, si sta lavorando allo sviluppo di un Sistema Informativo per l’Edilizia per il territorio regionale in grado di veicolare qualsiasi istanza comunque denominata in tema edilizio: uniformare la modulistica e i dati necessari alla descrizione della trasformazione edilizia (come l’istituzione del Modello Unico Digitale per l’Edilizia) e la realizzazione del progetto di de-materializzazione del documento di regolarità contributiva (D.U.R.C.).

Inoltre, l’Assessorato competente è in procinto di presentare formalmente un p.d.l.r., fortemente auspicato dalle associazioni imprenditoriali che partecipano al Tavolo permanente per la semplificazione, che, oltre a recepire le modifiche introdotte dalla normativa statale, contiene numerose misure di semplificazione, tra le quali:

-          il rafforzamento dello sportello unico per l’edilizia;

-          l’estensione dei casi di attività di edilizia libera;

-          la riduzione del numero dei titoli edilizi e la possibilità di prorogare più volte la validità;

-          il potenziamento del ruolo della Regione per standardizzare le pratiche edilizie e unificare la modulistica;

-          la distinzione tra documentazione essenziale  che deve essere necessariamente presentata a corredo della domanda di permesso e della SCIA, da quella che il soggetto può presentare prima dell’inizio dei lavori e quella che può riservarsi di presentare alla fine dei lavori;

La proposta legislativa contiene inoltre disposizioni di semplificazione degli strumenti urbanistici, tra cui il divieto di riprodurre all’interno degli strumenti di pianificazione le normative vigenti stabilite da leggi, regolamenti, atti di indirizzo, piani e norme tecniche di settore. Il tema dei procedimenti ambientali riveste grande importanza nell’agenda di semplificazione della Regione Emilia-Romagna, come peraltro emerge dalle prime valutazioni prodotte in attuazione della legge regionale sulla semplificazione dell’azione amministrativa della Regione.
L’attuazione della legge 18 infatti non può ignorare le norme di semplificazione emanate dallo Stato, come la legge n. 35 che ha introdotto, tra l’altro, la disciplina dell’Autorizzazione Unica Ambientale, rinviando a un regolamento statale (in forma di decreto del Presidente della Repubblica) per la normativa di dettaglio. Come noto, il regolamento è stato oggetto di collaborazione tra Stato, regioni ed enti locali, e il confronto è stato aperto alle associazioni di categoria. In questo lavoro il ruolo dell’Emilia-Romagna è stato determinante: molti degli istituti di semplificazione che il regolamento contiene discendono da proposte della nostra Regione. Non è qui il caso di passarli in rassegna, perché questo compito spetta agli interventi che seguiranno, tuttavia l’importanza della normativa in discussione richiede alcune considerazioni introduttive. La prima considerazione riguarda i destinatari del regolamento AUA: le piccole e medie imprese. Collaborando alla stesura del testo, le regioni hanno sempre avuto presente le forti esigenze di semplificazione procedimentale manifestate dal mondo delle PMI, specialmente nel campo ambientale. Di riflesso è stato da subito evidente che l’AUA non doveva ricalcare il modello dell’AIA, cioè dell’autorizzazione integrata ambientale, che riunisce procedimenti più complessi. Il procedimento di AUA dunque è più snello e flessibile rispetto all’AIA, e comunque l’insieme di questi due procedimenti assorbe la maggior parte dei procedimenti ambientali d’interesse per il tessuto produttivo. Il secondo punto di attenzione è diretta conseguenza del primo: l’AUA sostituisce già sette tipologie procedimentali (tra cui l’autorizzazione agli scarichi idrici e l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera) ma ogni regione è libera di integrare l’elenco dei provvedimenti sostituiti. Il che significa che residuano margini di semplificazione ulteriori.

E qui ne possiamo già discutere.

Una terza considerazione importante riguarda lo Sportello unico delle attività produttive, che risulta l’unica interfaccia amministrativa per le imprese sul territorio. Sarà il SUAP a ricevere la domanda di autorizzazione, ad interessare la Provincia e a rilasciare il provvedimento finale. Si tenga conto che il procedimento è strutturato in modo da contemplare all’inizio una verifica preliminare della domanda, svolta in collaborazione tra SUAP e Provincia, affinché le eventuali necessità d’integrazione documentale emergano subito anziché a istruttoria avanzata. Inoltre, la convocazione di una conferenza di servizi non è sempre obbligatoria, dipende dalla complessità dei procedimenti sostituiti dall’AUA. L’esperienza infatti insegna che la conferenza si rivela un istituto utile soltanto nei casi complessi, non invece quando l’istruttoria non presenta particolari difficoltà.

In conclusione, un cenno ai tempi procedimentali.

Anche a questo proposito il contributo dato dalla Regione nella stesura del regolamento ha portato a soluzioni innovative tanto sul piano normativo quanto amministrativo. Questo va detto pur nella consapevolezza dei compromessi che sono l’anima di qualsiasi mediazione. L’esito di questa mediazione con il Governo e gli enti locali è che il procedimento AUA può avere diversa durata, maggiore o minore a seconda di quali procedimenti ambientali sostituisce. L’AUA, inoltre, può inserirsi in un procedimento più ampio, per esempio di autorizzazione all’apertura di un impianto produttivo; ma può anche limitarsi a sostituire titoli abilitativi ambientali. Anche qui la disciplina del procedimento cambia, ammettendo un percorso più spedito nel secondo caso. In definitiva, l’applicazione di queste nuove norme, frutto della collaborazione tra Stato e territori, comporterà un approccio amministrativo sempre più basato sull’integrazione delle competenze (che produrrà importanti ricadute organizzative) per adeguare il proprio agire a queste nuove modalità uniformate e integrate. Attualmente siamo in attesa che il d.P.R. sia pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ma il lavoro della Regione a livello nazionale non è finito, dal momento che va adottata la modulistica necessaria. Si tratta di un lavoro impegnativo ed essenziale perché tocca molto da vicino le imprese, che necessitano di strumenti semplici e uniformi per parlare con l’amministrazione di riferimento. Il tavolo Stato-regioni-enti locali è già al lavoro per licenziare questa documentazione al più presto. Poi sarà il turno di ogni territorio. Sarà infatti necessario, o quantomeno opportuno, che ogni regione dia recepimento alla normativa statale, soprattutto se, come accennato, l’obiettivo è quello di spingere oltre la semplificazione. Anche l’Emilia-Romagna dunque dovrà aprire un confronto fra imprese con gli enti locali,  in particolare con le Province, al fine di dare concreta attuazione a questa nuova fase di azione amministrativa ambientale sul nostro territorio. I Tavoli di lavoro come quello sulla Semplificazione sono gli strumenti utili e di stimolo per avviare e consolidare processi culturali e di innovazione e per conseguire risultati concreti di reale snellimento burocratico.

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