Interventi

9 Settembre 2012

Un segno di civiltà

“Un segno di civiltà”

 

8 settembre 2012 – Pieve di Cento

Inaugurazione Museo Colleggiata

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

Buongiorno a tutti,

 

Ringrazio con affetto il Sindaco Sergio Maccagnani per l’invito rivolto alla Regione Emilia-Romagna ad essere presente a questo importante momento per tutta la comunità di Pieve di Cento. Saluto con partecipazione tutti voi presenti in questo giorno di gioia e speranza che segue lo spavento, la disperazione, l’angoscia per il futuro provocate dall’imprevedibile e incontrollabile evento sismico che ha inferto un duro colpo al nostro territorio regionale e ha ferito profondamente il tessuto economico, culturale, civile e sociale. Eppure siamo stati capaci di reagire non arrendendoci all’inevitabile.

Le nostre comunità si sono strette attorno alle istituzioni che (nella nostra tradizione) hanno fatto quadrato; hanno collaborato tra di loro, hanno lavorato insieme a tutti: volontariato, parrocchie, associazionismo organizzativo, singoli cittadini, governo. Se mi permettete una digressione personale: ci siamo sentiti avvolti dal calore dell’umanità. L’impegno di coordinamento del Presidente Vasco Errani ha fatto sì che:

 

-          siano stati raggiunti accordi con il Governo per avere le risorse per ricostruire (8,5 miliardi);

-          in poco più di tre mesi i due terzi dei 15.000 sfollati abbiano lasciato i campi tenda allestiti dalla Protezione Civile;

-          si stiano montando 1.500 moduli prefabbricati scolastici per dare collocazione adeguata a 8.000 studenti nel più breve tempo possibile;

-          si sia programmato un piano casa che prevede il contributo dell’80% per il ripristino o la ricostruzione:

-          un contributo di autonoma sistemazione elevato ad un massimo di 800 euro al mese (la Regione sta provvedendo all’anticipazione rispetto alle risorse statali;

-          si è emesso un bado di gara per dare sistemazione provvisoria ai municipi inagibili e si avvierà il recupero dei beni storici-artistici-culturali

Oggi è un bel giorno, perché qui a Pieve di Cento abbiamo (tutti insieme) saputo dimostrare cosa sa fare una comunità quando è unita e ben amministrata: sotto le macerie del sisma c’erano simboli del vostro Comune da tutti sentiti propri. Sono opere d’arte di grande valore che dimostrano come nella storia Pieve non sia solo un puntino sulla carta geografica, ma un crocevia di intelletti, di artisti.
Di cultura. Quelle opere rappresentano una parte della vostra identità collettiva. Per questo quando, seppur a fin di bene, avete temuto di vedervele portare via, lontano, con la paura di non vederle più per tanto tempo, la vostra comunità si è messa in moto per impedirlo. Ringraziamo il dottor Giulio Bargellini che non ha esitato a mettere a disposizione si tutti noi il suo museo come nuova casa per le opere d’arte rimaste orfane della Colleggiata. È stata questa la molla che ha permesso di tenere a Pieve tutti i quadri e le opere vostra patrimonio inestimabile. Il resto lo hanno fatto l’impegno delle istituzioni, in primo luogo del vostro sindaco Sergio Maccagnani, della parrocchia, della Curia di Bologna. E soprattutto la sensibilità della Sovrintendente Carla Di Francesco che ha capito quanto fosse importante per una comunità, già sfregiata dal terremoto, doversi separare da opere così tanto care a tutti. Pieve di Cento non solo ha mantenuto il proprio capitale culturale, ha anche recuperato il valore dello stare insieme, del lavorare l’uno per l’altro, il riscoprire l’importanza della comunità e del ricostruire un futuro comune.
È stata capace di un soprassalto di dignità umana e di etica democratica. Ha riscattato il senso alto della politica, oggi pesantemente affetta da una malattia autoimmune di svilimento. Ritrovare la propria qualità di cittadini significa sentirsi attori di una storia collettiva tesa a riscoprire valori comuni e principi etici condivisi attraverso i quali ricodificare il proprio Paese rifiutando che prevalga l’ego individualista. È difficile, ma le nostre comunità stanno dimostrando che è l’unico percorso per uscire dall’imbarbarimento politico in cui è caduto, negli ultimi anni, il Paese e rientrare a pieno titolo della civiltà.

Grazie  

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