Interventi

6 Settembre 2012

Un simbolo della rinascita

“Un simbolo della rinascita”

 

6 settembre 2012 – Camposanto

Inaugurazione nuovo nido

Intervento di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

Buongiorno a tutti,

alle autorità civili e religiose che hanno accolto l’invito del sindaco ad essere presenti qui fra noi all’inaugurazione del nido comunale “Arcobaleno”, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale e dalla popolazione di Camposanto.

Accingendomi a scrivere questo mio breve intervento, mi è venuto in mente un passo dell’Ecclesiaste dove si dice che “l’uomo e la Terra invecchiano come un abito” e mi permetto umilmente di aggiungere che con la realizzazione di questo nido, per bimbi fino ai 36 mesi, ci troviamo di fronte alla speranza che questa nuova struttura e questa nuova gioiosa generazione siano in grado, con il nostro aiuto, di rinnovarlo e dargli nuovo futuro. Il Comune di Camposanto, in una proficua collaborazione con il provato, è riuscito a realizzare un gioiello che offrià cura e formazione educativa ai nostri bimbi con le sue mille opportunità in un ambiente di avanguardia ecologica e strutturale. Voglio fare i più sinceri complimenti al Sindaco di Camposanto, perché dal 2008 (nonostante il grave periodo di crisi che da allora viviamo) ha messo in moto una iniziativa di ampio respiro per consolidare la coesione sociale del Paese, programmando un piano di riqualificazione che per la sua quantità ha attratto finanziamenti regionali che ha prodotto lavoro e arricchito la comunità di nuove strutture necessarie in una giusta collaborazione fra pubblico e privato. Le statistiche ci dimostrano che le zone più ricche e più competitive d’Europa sono quelle con la più forte e sviluppare rete di welfare pubblico. Certo è che, nel passato, aver scialacquato, portando ai limiti insostenibili ildebito pubblico, usato per finanziare la spesa corrente invece che gli investimenti in strutture essenziali per lo sviluppo, ha aggravato l’attuale situazione di profonda crisi economica. L’appuntamento di oggi avrebbe dovuto essere tutto dedicato alle politiche educative, alle ragioni dell’infanzia e della coesione sociale.
Purtroppo nella scaletta odierna ha preso, inevitabilmente, il sopravvento il grave sisma che lo scorso maggio ha colpito Camposanto e parte della nostra regione. Si è trattato di un evento drammatico, che ha sfigurato la nostra terra, colpito la nostra economia, ferito i nostri concittadini. Eppure ci siamo rialzati. Eppure, seppur tra difficoltà molto forti, stiamo lavorando perché tutto torni il più presto alla normalità. Anche se sappiamo che nulla sarà più come prima la collaborazione tra istituzioni e parti sociali, fra enti locali e Governo centrale, tra singoli cittadini e mondo dell’associazionismo e del volontariato ha dimostrato che ce la possiamo fare, che siamo una terra sana che sa reagire. Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato e che ci stanno aiutando con risorse economiche, attrezzature, esperienze e collaborazioni. Anche questo ci ha aiutato a rimanere uniti, avvolti nell’umanità solidale per svolgere quel lavoro che ci ha permesso di raggiungere risultati per nulla scontati.
A partire dagli 8,5 miliardi stanziati dal Governo per la ricostruzione di case e attività produttive, per ripartire. In tempi record si sono concluse 57 mila verifiche speditive da parte dei Vigili del Fuoco e 39.502 verifiche con compilazione della scheda Aedes curate dalle squadre di tecnici regionali e di altre amministrazioni. Verifiche che hanno permesso il rientro a casa dei cittadini con l’abitazione agibile. Ad oggi, le persone ancora accolte presso le strutture di accoglienza sono 5.192, con un calo di oltre il 63% rispetto al picco di 14.804 dell’8 giugno. Numeri che scenderanno ulteriormente una volta ultimati gli oltre 400 interventi provvisionali autorizzati per ridurre le zone rosse, riaprire la viabilità ed eliminare i rischi esterni che minacciano la sicurezza delle abitazioni. L’obiettivo rimane quello di chiudere tutte le strutture di accoglienza entro l’autunno, proseguendo nell’attuazione del Piano casa. Per le abitazioni parzialmente o temporaneamente inagibili è già stata emanata l’ordinanza che prevede l’erogazione di contributi fino all’80% per la ristrutturazione.  Dopo l’ordinanza sul reperimento e l’assegnazione degli alloggi sfitti; a breve inizierà il pagamento del Cas da parte della Regione, innalzato fino a 900 euro a famiglia. Stiamo predisponendo il piano per i centri storici e una nuova ordinanza per le imprese. Un grande impegno è stato speso anche per garantire la tenuta del sistema produttivo e agricolo che ha riportato danni per oltre 5 miliardi (sul totale di 11,5). In un territorio che produce l’1,8% del Pil nazionale, le fabbriche dichiarate inagibili ammontano a 1.519, oltre il 70% delle 2.075 verificate. Senza contare gli edifici commerciali, gli uffici, le strutture turistiche e i magazzini. Già l’11 giugno, approvando l’assestamento di bilancio, la Giunta Regionale ha stanziato 47 milioni di euro per sostenere la rinascita del tessuto sociale e economico colpito dal sisma; a luglio è stato pubblicato un bando da 10 milioni per facilitare lo spostamento temporaneo delle attività produttive e commerciali; 82 milioni di euro del Fondo nazionale Inail sono stati destinati agli interventi di miglioramento della sicurezza sismica e del lavoro delle imprese dell’area terremotata.
Quindi le scuole, con l’intento di garantire a tutti gli studenti dell’Emilia Romagna di presentarsi sui banchi il prima possibile. Per questo, in attesa del completamento delle opere di sistemazione di 152 edifici scolastici parzialmente o temporaneamente inagibili, si stanno montando 1500 moduli per ospitare 8 mila studenti, come state vedendo anche a Camposanto in questi giorni per 370 ragazzi. Recentemente è partito anche il Piano per la ristrutturazione dei municipi che, insieme alle chiese e alle piazze, rappresentano i luoghi in cui la affondano le nostre radici. Perché il sisma che ha fatto tremare case, scuole, fabbriche e ciascuno di noi non ha fatto e non farà tremare la coesione e l’unione delle nostre comunità.
Giornate di soddisfazione e di festa come oggi lo confermano.

 

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