Interventi

7 Agosto 2012

Chance Valsamoggia, così si evita il declino

La Saliera: “Gli scettici? Superare l’emotività”

 

7 agosto 2012 – Il Corriere di Bologna

 

Intervista di Simonetta Saliera

Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

 

“Io capisco perfettamente che c’è una questione emotiva in chi nutre dubbi sulla fusione dei Comuni della Valsamoggia, ma gli scettici dovrebbero buttare il cuore oltre l’ostacolo. Aggrapparsi alla propria identità in questo caso significa decretare la morte del proprio territorio”. La vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna, Simonetta Saliera, una delle più convinte sostenitrici del progetto, non ha dubbi: “Ci sarannovantaggi per tutti”.

Saliera, molti cittadini temono che verranno intaccati e sacrificati i servizi con la creazione di un Comun e unico. C’è un fondo di verità in questo timore oppure no?

“In realtà è proprio il contrario. Abbiamo 348 Comuni in Emilia-Romagna e fanno sempre più fatica a mantenere il livello dei servizi attuali e a dare una risposta soddisfacente ai bisogni crescenti sia per gli anziani che per i giovani. I Comuni della Valsamoggia, dopo aver fatto negli ultimi anni l’esperienza dell’Unione, hanno deciso di fare il salto e noi in Regione pensiamo si tratti decisamente di un salto di qualità per i cittadini”.

In realtà, però, il risparmio sulla politica (sindaco, assessori e consiglio comunale di ciascuna amministrazione) non sarà decisivo: 250.000 euro l’anno. Sono sufficienti a giustificare l’operazione?

“Nonè solo la politica che comporterà un risparmio. La vera svolta per i Comuni sarà il risparmio che si otterrà con la razionalizzazione degli uffici e della struttura organizzativa: saranno questi i risparmi che consentiranno di reperire le risorse necessarie a mantenere i servizi. Il cittadino non se ne accorgerà nemmeno, se non per il fatto che sui documenti comparirà il nome del nuovo Comune unico. Poi però continuerà ad andare agli stessi sportelli, negli stessi posti dove va adesso”.

I Comuni più piccoli della Valsamoggia, Savigno in particolar, temono che con la fusione le loro esigenze scompaiano in mezzo a quelle delle realtà più grandi.

“La paura è assolutamente comprensibile ma alla fine i Comuni piccoli ci guadagneranno, perché sono realtà che oggi, data la situazione in cui si trovano, non hanno un futuro comunque. Le risorse di cui dispongono sono incerte e nemmeno ora potrbbero mantenere i servizi al cittadino. Se in montagna, per esempio, sono abituati a un servizio di sgombero neve di una certa qualità, rischiano di non riuscire a mantenere comunque quello standard di servizio. Savigno è proprio il Coune che, stando da solo, rischia di più”.

Quali saranno i prossimi passagi del progetto di legge adesso?

“Attorno al 20 settembre la legge passerà in assemblea legislativa, che deciderà o meno se approvarla solo quando ci saranno i risultati del referendum consultivo in cui verrà chiesta l’opinione dei cittadini. Da qui al referendum è bene che i cittadini si informino nel dettaglio e che le amministrazioni locali si preoccupino di farlo, spiegando che il Comune che potrebbe sorgere potrà acquisire risorse altrimenti irreperibili”.

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